SIENA – C’è una pista calda per la commissione d’inchiesta sul caso David Rossi.
La sua morte, avvenuta il 6 marzo 2013, sarebbe legata al mondo delle sponsorizzazioni gestite da Mps e nelle quali il manager un ruolo di primo piano. Per questo motivo ieri è stato sentito il giornalista Flavio Tranquillo e la prossima settimana sarà ascoltato l’ex presidente della Mens Sana Basket Ferdinando Minucci.
L’organismo parlamentare, basandosi su una perizia redatta dai consulenti Adolfo Gregori e Robbi Manghi, si sta muovendo nel perimetro dell’omicidio. Motivato dalla paura che le conoscenze acquisite da Rossi potessero essere portate all’attenzione della procura. Secondo il presidente Gianluca Vinci, in realtà non ci sarebbe stata la volontà prioritaria di uccidere Rossi, ma il suo decesso sarebbe stato la conseguenza di una minaccia finita male.
A margine del filone principale, tengono banco le minacce ricevute dalla capo segreteria della commissione Catia Silva. L’ultimo episodio avrebbe visto aggirarsi attorno a casa sua, a Brescello, un individuo (non ancora identificato), che poi al citofono, le avrebbe urlato “morirai”. Su questa vicenda indaga la procura di Reggio Emilia. A ottobre le sarebbe stato intimato in una telefonata di smettere di indagare.
Vinci sostiene che grazie ai mezzi in possesso oggi, è possibile risalire alla persona inquadrata attorno all’abitazione. Non solo, secondo il deputato di FdI, questa figura sarebbe collegata a chi si trovava dentro l’ufficio di Rossi la sera della sua morte.







