Consiglio comunale a Siena su Mps
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“Il futuro di Mps non riguarda solo una banca, non riguarda solo Siena e solo la Toscana. E’ un patrimonio industriale ed economico che appartiene all’intero Sistema Paese”.

Lo ha detto il Sindaco di Siena Nicoletta Fabio aprendo la seduta monotematica del Consigli comunale interamente dedicata a Banca Monte dei Paschi di Siena.

Nicoletta Fabio in Consiglio comunale

“Non siamo qui per sostituirci agli azionisti, né per prendere decisioni che spettano al mercato. Tuttavia, le istituzioni non possono limitarsi ad assistere in silenzio di fronte alle possibili conseguenze sul credito. Le istituzioni non devono fare i banchieri, ma hanno il dovere di tutelare il bene comune. Sarebbe profondamente sbagliato considerare questa una battaglia solo localistica. Il risanamento non può diventare presupposto dello smembramento”, ha detto il primo cittadino.

“Siena non chiede di fermare il mercato, di riportare indietro le lancette della storia – magari potessimo. Chiede di conservare il rapporto tra banca imprese famiglie. Il Montedeipaschi deve rimanere integro il che non vuol dire immobile”.

L’assemblea, presieduta da Davide Ciacci e molto partecipata, è stata aperta agli interventi esterni e vede riuniti rappresentanti delle istituzioni, della politica, dell’università, dei sindacati e delle Contrade.

In apertura Ciacci ha letto un messaggio del presidente di banca Mps Cesare Bisoni con nel quale ringrazia il Consiglio comunale di Siena “per l’attenzione riposta sulla banca”. Al centro del confronto il futuro di Mps e, in particolare, le iniziative che le istituzioni intendono mettere in campo per tutelare il legame storico della banca con Siena e il territorio.

Giani (Regione): “Italia ha bisogno di Mps”

Eugenio Giani in Consiglio comunale

“L’Italia ha bisogno di una realtà come Monte dei Paschi”, ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Siena può essere orgogliosa della sua banca. In Italia si deve cogliere il valore e il significato di questa banca”, ha sottolineato Giani, chiedendo alle istituzioni di mantenere una posizione unitaria a difesa dell’identità di Monte dei Paschi, dell’occupazione e della sede senese. Per il presidente, lo Stato deve far valere la partecipazione azionaria ancora detenuta dal Ministero dell’Economia. Una quota che ha indicato come vicina al 5% e che considera significativa, pur essendo molto inferiore a quella degli anni del salvataggio pubblico. “Queste cose che noi diciamo, il Governo attraverso il suo 5% deve andare nell’assemblea e dirle con molta chiarezza e molta forza”, ha affermato, riferendosi alle richieste di tutela della banca e del suo legame con il territorio”.

Carletti (Provincia): “chiederemo audizione in Commissione”

Agnese Carletti in Consiglio comunale

“Chiederemo, come istituzioni, di essere auditi in Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo al Senato per rappresentare le istanze del territorio” senese. Lo ha annunciato la presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti. La richiesta sarà avanzata “nelle prossime settimane”, mentre “a partire da domani” proseguirà il confronto con tutti i parlamentari toscani.

Carletti ha ribadito la contrarietà a qualsiasi ipotesi di ridimensionamento della presenza della banca a Siena. “L’identità, il valore direzionale e la testa operativa della banca devono rimanere qui – ha affermato -. Rifiuteremo con la massima fermezza qualsiasi tentazione di smembramento, di ‘spezzatino’ asset per asset, o di riduzione della sede di Siena a una mera facciata priva di reali poteri decisionali”.

La presidente della Provincia ha indicato tra i punti irrinunciabili anche “la salvaguardia dell’occupazione e dell’indotto” e il mantenimento del ruolo di Mps nel credito all’economia locale. “Monte dei Paschi di Siena deve continuare ad adempiere alla sua storica missione di banca commerciale di prossimità”, ha aggiunto.

Carletti è tornata anche sull’incontro avuto a Roma con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti insieme alla sindaca, Nicoletta Fabio, e al presidente della Regione, Eugenio Giani: “Abbiamo ottenuto la conferma che il ministero dell’Economia, al momento attuale, manterrà congelata la propria quota del 4,8%”.

“Lo Stato per ora non venderà sul mercato”. Al Governo, ha proseguito, è stato inoltre chiesto di “valutare ed essere pronto a esercitare tutti i poteri speciali” per tutelare “gli asset strategici, la rete, il marchio, l’occupazione e l’autonomia del gruppo”. Per Carletti, infine, la difesa di Mps “non significa mantenere tutto fermo, né tanto meno fare un’operazione nostalgia”. Qualsiasi futura evoluzione o alleanza, ha concluso, “dovrà passare da garanzie chiare ed esplicite”.

Coppini (Fondazione): “ridimensionamento banca sarebbe dramma”

“Il ridimensionamento della banca sarebbe veramente un grosso dramma per Siena e per la sua gente, per il suo popolo, di cui io per primo faccio parte”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Riccardo Coppini

Il presidente della Fondazione si è soffermato sulle possibili ripercussioni per il territorio legate alle prospettive della banca. “L’altra cosa che a me preoccupa particolarmente, e che preoccupa particolarmente la Fondazione, sono le ripercussioni sul territorio”, richiamando le cifre sull’occupazione diretta e sull’indotto. “Si sente parlare, e credo che siano reali, di cifre che, con l’indotto, si tratta comunque di numeri che avrebbero un impatto veramente importante”. Coppini ha sottolineato che finora “la Fondazione non ha parlato per una scelta di cui mi assumo tutte le responsabilità. Fino a pochi giorni fa la situazione non mi sembra fosse assolutamente chiarita”.

“Adesso si stanno cominciando a capire i ruoli che i vari soggetti vanno a svolgere”. Coppini ha spiegato di aver ritenuto “prematuro parlare” e di aver preferito evitare dichiarazioni pubbliche “che poi non avrebbero risolto niente”. Sul piano finanziario, ha ricordato, la partecipazione della Fondazione nella banca è ormai “praticamente quasi azzerata”.

“Noi assistiamo più che poter essere protagonisti di quanto sta avvenendo”. Diverso, secondo Coppini, è il ruolo che la Fondazione può continuare a svolgere per il territorio. “La Fondazione c’è. La Fondazione è la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e rimarrà Fondazione Monte dei Paschi di Siena”, ha sottolineato.

Franceschelli: “No concentrazione nelle mani di pochissimi soggetti”

«Il futuro di Monte dei Paschi di Siena e della sua rete di credito non è una semplice questione locale: è una grande battaglia che riguarda Siena, la Toscana e l’intero sistema Paese. Ha detto il senatore del Pd Silvio Franceschelli. “È chiaro che la vicenda presenta due aspetti distinti. Da un lato la dimensione del mercato e delle operazioni finanziarie: sappiamo bene come funziona il sistema e quali siano i margini di manovra. Rispetto agli obiettivi del mercato e alle sue possibili conseguenze, dobbiamo guardare con grande attenzione al ruolo delle autorità di vigilanza europee e nazionali. Si tratta di soggetti terzi e indipendenti che operano su volumi di dati complessi e che stanno valutando le operazioni in corso; i loro pareri e le loro decisioni potrebbero riservare anche delle sorprese. Proprio per questo è nato un tavolo promossa da Regione, Comune, Provincia e da tutte le forze politiche, istituzionali e sociali: per monitorare il contesto e far sentire la propria voce anche di fronte agli organi di vigilanza.

Dall’altro lato, c’è il tema al modello creditizio e al radicamento territoriale. È essenziale mantenere un portafoglio crediti saldo. Non basta un semplice mantenimento formale, ma occorre una scelta strategica definita che eviti un progressivo disimpegno. La presenza di MPS non è quella di una filiale qualunque: per il nostro tessuto economico e sociale rappresenta una quota fondamentale del credito erogato, in molti settori e per molte imprese ben oltre il 50%.

Esiste un legame viscerale e secolare tra la città di Siena, la banca e la sua dirigenza e le lavoratrici e i lavoratori. È un patrimonio istituzionale e sociale unico, rappresentato anche da Piazza Salimbeni, che va tutelato nella sua totale integrità. Ho avuto modo di rappresentare questa visione direttamente al Ministro Giorgetti. Credo fortemente che la ripresa economica del Paese passi da un sistema bancario realmente pluralista. Non possiamo permetterci di concentrare il credito nelle mani di pochissimi grandi soggetti nazionali. Per le imprese e per le famiglie è vitale poter scegliere tra più interlocutori credibili, per evitare posizioni di forza o di svantaggio sull’accesso alla liquidità».

Il programma dei lavori

Nella prima parte dei lavori previsti gli interventi del sindaco di Siena Nicoletta Fabio, della presidente della Provincia Agnese Carletti e del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, atteso ma non ancora arrivato in aula. Seguiranno i parlamentari Francesco Michelotti (FdI) e Silvio Franceschelli (Pd), i consiglieri regionali Simone Bezzini (Pd) ed Enrico Tucci (FdI), il rettore dell’Università degli studi di Siena Roberto Di Pietra e un delegato dell’Università per Stranieri.

In programma anche gli interventi delle organizzazioni sindacali e della rettrice del Magistrato delle Contrade Benedetta Mocenni. Presenti in Consiglio anche il presidente della Camera di commercio Massimo Guasconi e il presidente della Fondazione Mps Riccardo Coppini. Ad assistere ai lavori anche una delegazione di lavoratori ex Beko.

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