SIENA – La partita bancaria in corso resta del tutto aperta e la concorrenza sul territorio rappresenta un presidio fondamentale per l’economia e la prosperità del Paese.
È il messaggio chiaro lanciato dall’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, ad Intesa nel corso di un’intervista rilasciata al Tg3 Toscana.
Per il manager al centro del dibattito resta il ruolo delle assemblee dei soci e la necessità di un confronto aperto tra modelli strategici differenti: «Finché l’assemblea non vota la partita non si può considerare chiusa — ha sottolineato Lovaglio —. Intesa ha scelto di trasformare l’assemblea in un referendum sull’operazione. Questo è il gesto di chi non vuole che la partita si giochi per davvero, che ci siano due squadre, due progetti, due visioni».
Secondo Lovaglio, la salute del credito in Italia passa inevitabilmente attraverso la presenza di più attori competitivi sul mercato: «Io penso che un buon sistema bancario deve funzionare con partite vere, pluralità di attori e una sana concorrenza. Le operazioni che abbiamo lanciato con Mediobanca e le due ops con Banca Generali e Banca Popolare di Milano hanno rimesso in moto la competizione. Quindi la discontinuità serve anche a questo, a riaprire il mercato, a promuovere la pluralità, a favorire l’intera prosperità del sistema Italia».
Infine, l’AD di Mps si è soffermato sui rischi legati a un’eccessiva polarizzazione del settore creditizio, con impatti diretti sulle imprese e sulle comunità locali: «Ed è qui che nasce il tema della concentrazione: aumentare la concentrazione della capacità e della scelta di credito significa meno concorrenza, meno credito sul territorio».
ll contesto dell’operazione
Le dichiarazioni di Luigi Lovaglio si inseriscono nel vivo dell’intensa fase di risistemazione degli assetti bancari e finanziari italiani, segnata dallo scontro strategico attorno al ruolo dei grandi gruppi nazionali e al risiko del credito. La presa di posizione dell’AD arriva in un momento cruciale di confronto tra i soci, chiamati a esprimersi sulle direttrici di crescita strategica e sulle offerte pubbliche di scambio (OPS) promosse sul mercato alla vigilia del voto in assemblea dei soci, fissata per il 29 ottobre e del pronunciamento della Fondazione Mps che ha registrato il tentativo di fuga in avanti del presidente Riccardo Coppini, immediatamente richiamato da Comune e Provincia a chiarire i contorni della sua presa di posizione.
Il nodo centrale sollevato riguarda la tutela della concorrenza e la salvaguardia dell’erogazione del credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese territoriali, di fronte al rischio che un’ulteriore spinta verso il consolidamento finisca per ridurre le alternative per la clientela.







