Luigi Lovaglio
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Nuovo colpo di scena nella vicenda Mps post acquisizione Mediobanca. Non cala la tensione in vista dell’assemblea dei soci del prossimo 13 aprile che dovrà decidere la nuova governance dell’istituto senese.

Se da una parte il cda uscente di Mps ha presentato una lista che indica Fabrizio Palermo come futuro direttore generale e ad e la conferma di Nicola Maione alla presidenza, dall’altra ha sorpreso e fatto discutere la lista presentata dalla Plt Holding della famiglia Tortora che indica Luigi Lovaglio quale ad.

Una frattura a quanto pare insanabile, tanto che la settimana scorsa lo stesso cda di Rocca Salimbeni aveva destituito lo stesso Lovaglio delle deleghe di ad e lo aveva sospeso dal ruolo di direttore generale. E proprio ieri ha ribadito che le ragioni della esclusione di Lovaglio dalla lista del consiglio d’amministrazione sui sarebbero basate “su una valutazione articolata che non è riconducibile esclusivamente a considerazioni relative a indagini in corso e al loro potenziale impatto sulla reputazione della Banca”.

Mps, Lovaglio sospeso da dg: le deleghe passano a Bai

Ora, invece, è arrivato il via libera alla sua candidatura da parte della Banca Centrale Europea e della Consob che hanno riconosciuto la piena legittimità alla candidatura dell’uomo che, in quattro anni, ha risanato la banca e l’ha portata ad acquisire nel 2025 l’istituto di piazzetta Cuccia. “Non ci sono dubbi di legittimità sulla validità delle tre liste” e “non c’è ragione per non ammettere la lista” di Plt Holding, fanno sapere fonti qualificate, precisando che non si tratta di una valutazione “preliminare”.

Al momento alla lista del cda e a quella di Assogestioni, dunque, è confermata anche quella della famiglia Tortora, fortemente minoritaria rispetto a quella capitanata dal socio Caltagirone in particolare, ma chissà che non debba ancora tutto accadere.

Cosa faranno i soci?

Cosa deciderà di fare e chi appoggiare il primo socio di banca Mps (17,5%) , la holding Delfin della famiglia Del Vecchio? E cosa faranno i fondi e gli investitori istituzionali che rappresentano il 60% del capitale sociale? E ancora, cosa farà il Ministero dell’economia con il suo 4,8%? Qualche settimana fa la premier Meloni dichiarò che il Governo era ormai fuori dalle banche (e sembrò un preciso via libera alla lista di Caltagirone e soci). Ma adesso, con un governo fortemente indebolito dalla sconfitta referendaria, rimarrà neutrale o deciderà di continuare ad assecondare Caltagirone? Quest’ultimo interessato al controllo di Mps non per ragioni sentimentali ma perchè chiave di volta per arrivare al controllo di Generali.

La Bce, intanto, ha dato il via libera alla candidatura del banchiere, Luigi Lovaglio, che si è fatto la fama di saper risanare le banche e farle crescere. Da qui al 13 aprile non mancheranno, crediamo, altri colpi di scena.

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