Non accenna a diminuire la morsa del caldo che da giorni attanaglia l’Italia, compresa la Toscana. Tra le città più calde, sicuramente, Firenze.
Secondo Legambiente, dal 2015 al 2025, il 62% dei quartieri della città ha registrato a giugno, luglio e agosto, temperature medie diurne al suolo comprese tra i 41° e i 45° gradi. Il 23% tra i 36° e i 40°, il 10% tra i 46° e i 50°. Solo il 4% con temperature medie comprese tra i 31° e i 35° gradi.
Sono i dati presentati stamani nel corso della terza giornata di Festambiente in corso a Rispescia (Grosseto). L’associazione ha anche organizzato anche un flash mob dal titolo: “Non è caldo è crisi climatica. Abbiamo bisogno di città più fresche, sostenibili, più giuste, insieme a più rifugi climatici”.
Tra i quartieri presi in esame (Rifredi, Gavinana Galluzzo, Isolotto Legnaia, centro storico e Campo di Marte), i picchi maggiori sono stati registrati a Rifredi nel luglio 2022, 2023 e nell’agosto 2025 con 49° gradi diurni al suolo come media mensile.
In Maremma, in particolare Grosseto, altra città osservata speciale, i valori delle temperature medie minime e massime registrati a giugno e luglio 2026 sono stati tra i più alti degli ultimi sei anni. Con kla minima a 22,4° gradi e la massima a 33,9°.
Al caldo estremo si affianca anche il deficit delle precipitazioni che in Maremma è stato del -55% a giugno e del -43% a luglio rispetto alla media 2020-2025.
Per Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, “la canicola che non sta dando tregua all’Italia è il termometro della crisi climatica che sta accelerando. Servono più politiche di adattamento e mitigazione e lo stanziamento immediato delle risorse economiche per attuare il piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici. L’Italia non può rincorrere la crisi climatica e le emergenze sempre più croniche, ma deve prevenire e giocare d’anticipo con politiche mirate e lungimiranti”.







