SIENA – Il cda di Mps non ha dato indicazione e così l’ultima decisione spetterà all’assemblea degli azionisti, fissata per il 15 aprile.
Fabrizio Palermo però appare in vantaggio per succedere a Luigi Lovaglio come amministratore delegato della banca senese. In lizza ci sono anche l’ex ministro Corrado Passera e l’ex dirigente di Unicredit Carlo Vivaldi.
Mps, appesa tra Passera, Palermo o Vivaldi. Finisce l’era Lovaglio
Il manager umbro, 55 anni compiuti un mese fa, porta con sé un curriculum di vertice tra pubblico e privato. Dal settembre 2022 è ad di Acea, la holding multiservizi con tra i soci Francesco Gaetano Caltagirone, e siede anche nel cda di Generali, di cui è diventato direttore generale l’anno successivo. In precedenza, tra il 2019 e il 2021, ha guidato Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), sommando esperienze in vari consigli di amministrazione.
A differenza di Lovaglio, che ha salito tutti i gradini della piramide bancaria con ruoli di spicco anche all’estero, Palermo ha mosso i primi passi a Morgan Stanley per poi approdare nel 2014 in Cdp come direttore finanziario.
Un percorso atipico rispetto a un istituto di credito classico, ma in linea con le richieste dei soci forti di Mps: Cdp, controllata dal Mef ma con banche tra gli azionisti, bilancia interessi pubblici e privati. Non guasta la fiducia di Caltagirone, pur con il 51% di Acea in mano a Roma Capitale.
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