Come anticipato dai rumors delle ore precedenti, dunque, non c’è il nome di Luigi Lovaglio nella lista dei candidati a gestire banca Mps nel prossimo triennio 2026-28.
Una notizia clamorosa, considerato che per quattro anni l’amministratore delegato aveva ridato nuova luca alla banca senese, con un forte risanamento interno e la recente acquisizione di Mediobanca, un’operazione insperata fino a qualche tempo prima.
Eppure, nonostante gli indubbi risultati, compresi gli utili e i dividendi per i soci, il suo nome non figura nella lista approvata a maggioranza ieri sera dal consiglio di amministrazione di banca Mps. Chissà quanto può avere pesato l’inchiesta della Procura di Milano che lo vede indagato sul possibile “concerto” per l’acquisizione di Mediobanca e la conseguente scalata a Generali.
Hanno votato a favore della lista oltre i due terzi dei componenti, ma non è stata raggiunta l’unanimità. Contrari lo stesso Luigi Lovaglio e Alessandra Giuseppina Barzaghi. Barbara Tadolini non ha partecipato alla riunione.
Vedremo cosa accadrà all’assemblea dei soci il prossimo 15 aprile quando dovrà essere eletto il nuovo board.
Mps, aria di addio tra Lovaglio e la banca. Ad escluso dalla lista
Tra i nomi indicati la conferma di Nicola Maione, per la presidenza, a seguire quelli dell’attuale ad di Acea, Fabrizio Palermo, candidato al ruolo di Amministratore Delegato [LEGGI], come quello dell’ex ministro Corrado Passera e di Carlo Vivaldi, ex di Unicredit e ora in Mediolanum.
Palermo, da Acea alla sfida per il trono di Lovaglio con l’avallo di Caltagirone
Gli altri nomi per il cda sono quelli di Paolo Boccardelli, Gianluca Brancadoro, Alessandro Caltagirone, Antonella Centra, Rosa Cipriotti, Elena De Simone, Simonetta Iarlori, Domenico Lombardi, Paola Lucantoni, Fabiana Massa, Gianmarco Montanari, Francesca Pace, Marcella Panucci, Francesca Paramico Renzulli, Renato Sala e Paolo Testi.
Nella nota diffusa da banca Mps la conferma che “proseguono regolarmente le attività istruttorie per l’approvazione del progetto di fusione con Mediobanca e del relativo concambio che si prevede possano concludersi, come già indicato il 10 marzo”.
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