Addio agli autisti
Autobus di Autolinee toscane (foto archivio)
Tempo lettura: 3 minuti

FIRENZE – Circa 50 conducenti hanno lasciato il servizio di trasporto pubblico fiorentino nei primi dieci mesi del 2026.

Il dato apre il nuovo appello lanciato a Palazzo Vecchio dai sindacati di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Autoferrotranvieri, che chiedono interventi sui tempi di percorrenza, sull’organizzazione del lavoro e sulla sosta selvaggia alle fermate e ai capolinea.

La posizione sindacale

«L’Amministrazione non deve dare la colpa, ma assumersi le proprie responsabilità», affermano le organizzazioni sindacali in una nota congiunta.

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, gli autisti affrontano ogni giorno orari incompatibili con i percorsi, ritardi costanti e la difficoltà di trovare liberi gli spazi di sosta ai capolinea. Una situazione che alimenta «pesantezza e tensione» e sulla quale la categoria chiede risposte da mesi.

I sindacati ricordano di avere inviato due richieste rimaste senza risposta: il 22 giugno alla Regione Toscana, per rivedere i tempi di percorrenza, e il 22 luglio al Comune di Firenze, per rafforzare i controlli sulla sosta selvaggia attraverso gli ausiliari della sosta.

Il tavolo di confronto

Dopo l’appello, gli assessori Andrea Giorgio e Filippo Boni hanno annunciato la convocazione di un tavolo di confronto «nei prossimi giorni» sui tempi di percorrenza e sulla gestione del servizio. Il tema della sosta irregolare resta invece fuori dall’incontro, anche se i sindacati intendono continuare a sollecitare l’amministrazione.

Per le organizzazioni dei lavoratori, le dimissioni indicano un’attività sempre più difficile da sostenere: un lavoro usurante, caratterizzato da rischi, responsabilità, sacrifici e stress. A pesare contribuiscono anche le discussioni con gli utenti e un diffuso senso di abbandono, aggravati da una pianificazione degli orari spesso poco adatta alle esigenze della città.

Gli assessori

«Il confronto per migliorare la regolarità del servizio continua», spiegano Giorgio e Boni. Il Comune ha chiesto il tavolo dopo anni di sollecitazioni delle parti sociali e la Regione lo ha aperto dopo l’insediamento della nuova giunta. Nei prossimi giorni, come concordato durante l’estate, l’amministrazione convocherà un nuovo incontro con l’azienda per definire una sperimentazione che tenga conto dei problemi emersi.

Sul tavolo finiranno l’analisi condivisa dei dati sui tempi di percorrenza, l’organizzazione dei turni e la cancellazione delle corse che accumulano ritardi. Il Comune valuta inoltre l’introduzione di un sistema di priorità semaforica per gli autobus, sfruttando le nuove tecnologie in fase di adozione.

I sindacati accolgono con favore l’apertura del confronto, considerato centrale per migliorare la qualità del servizio e rendere più sostenibili le condizioni di lavoro dei conducenti.

Le assunzioni e le multe

Negli ultimi cinque anni Autolinee Toscane ha assunto circa 1.500 conducenti in tutta la regione, 800 dei quali hanno seguito la formazione nell’Accademia che consente di ottenere la patente di guida. A Firenze gli autisti superano il migliaio.

Per i sindacati, però, servono anche maggiori tutele sui percorsi, il potenziamento degli ausiliari della sosta e il rispetto delle pause e degli orari di lavoro.

Palazzo Vecchio, intanto, ha comunicato i dati sulle sanzioni per la sosta irregolare alle fermate e ai capolinea di dodici linee: dall’inizio dell’anno gli agenti hanno elevato quasi 5.000 multe. La linea 14 guida la classifica con 857 sanzioni, seguita dalla 17 con 738, dalla 6 con 694, dalla 20 con 632, dalla 11 con 583 e dalla 23 con 567. Queste sei linee concentrano circa l’81 per cento delle multe considerate. Tra i bussini, la C3 risulta la più penalizzata, con 106 sanzioni.

«Il lavoro è sempre meno sostenibile, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo organizzativo», osserva Riccardo Tozzi della Filt Cgil. Per Gianluca Mannucci della Fit Cisl, «mancano le condizioni necessarie per garantire un buon servizio». Massimo Milli, di Faisa Cisal, rivendica invece la fondatezza delle sollecitazioni e delle procedure di raffreddamento avviate nei mesi scorsi.

I sindacati assicurano che metteranno a disposizione la propria esperienza per affrontare le criticità quotidiane. Luca Giordano, dei Cobas, sintetizza così il cambiamento: «Un tempo si facevano carte false per entrare. Oggi si fanno per andarsene».

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