Graduation Day all'Università di Siena (2023)
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Il prossimo 24 gennaio sarà la Giornata internazionale dell’educazione, voluta dall’Onu per celebrare il ruolo dell’istruzione per la pace e lo sviluppo nel mondo.

Un’occasione perfetta per fare il punto sullo stato di salute dell’istruzione nel nostro Paese, al di là dei fatti che ci rimanda la cronaca. E la situazione non è delle migliori.

L’Italia è il terzultimo paese Ue per spesa in isruzione in rapporto al Pil, ma è anche penultima, tra i paesi europei, per numero di laureati. Peggio di noi solo la Romania.

Openpolis ha voluto analizzare i dati relativi ai laureati nel nostro Paese in confronto a quelli degli altri stati europei e purtroppo le notizie non sono confortanti. “Nel 2024 in Italia la quota di persone con la laurea come titolo di studio nella fascia d’età 25-34 anni era del 32%. L’Unione Europea si è fissata come obiettivo, per la stessa fascia di età, la quota del 45%. C’è molto da lavorare dunque. E da studiare. Considerato che al momento, più indietro di noi in Ue c’è solo la Romania, con un dato percentuale ancora più basso.

Laureati regione per regione

Openpolis ha analizzato anche la distribuzione sul territorio nazionale dei laureati nella fascia di età 25-49 anni, con un dato molto basso, una media del 28%. Solo 6 regioni superano il 30% (primo il Lazio con il 32,6%) mentre tutte le altre sono sotto soglia, fino alla Sicilia, fanalino di coda, con il 22,5%. La Toscana si conferma non solo una regione di centro ma una regione di mezzo, proprio con il 28%, insieme al Veneto. Meglio di lei anche il Molise (31,6%), Lombardia (30,6%), Emilia Romagna (30,05%), Marche (30,04%), Umbria (29,9%).

I laureati nei Comuni

i dati analizzati da Openpolis, relativi alla presenza di laureati nei Comuni italiani attestano che nel 2022 solo in 81 Comuni (meno dell’1%) la quota di laureati tra 25 e 49 anni era superiore al 40%. “Nel 2022 – si legge -, la quota più alta di residenti tra i 25 e i 49 anni con un titolo terziario si registrava a Torre d’Isola (Pv), con il 52,9%, seguita da Basiglio (Mi, 51,2%) e Pavia (50,9%). Non sorprende che molti capoluoghi e sedi universitarie figurino ai primi posti: tra questi Bologna, Siena, Milano e Padova, tutte con valori prossimi o superiori al 48%.

I laureati in Toscana

In Toscana la media percentuale di laureati nella fascia di età 25-49 anni è, come dicevamo del 28%, media italiana. Le città con maggiori percentuali sono le tre città universitarie di Siena (48,9%), Pisa (47%), Firenze (41,6%). Le altre città capoluogo sono Lucca (33%), Arezzo (31,8%), Grosseto (29,1%), Pistoia (28,9%), Livorno (27,8%), Carrara (26,3%), Massa (26,1%), Prato (21,5%).

Tra i Comuni non capoluogo spiccano quelli che appartengono alle cinture delle città universitarie, in particolare Monteriggioni (42,1%), Calci (38,6%), Fiesole (38%), Vaglia (37,7%), San Giuliano Terme (36,8%), Castelnuovo Berardenga (35,6%), Bagno a Ripoli (35,4%), Sesto Fiorentino (34,7%), Impruneta (32,6%), Vicopisano (31,5%), Cascina (30,5%).

Tra i Comuni fanalino di coda si segnalano Marciano della Chiana in provincia di Arezzo (19,1%), Dicomano in provincia di Firenze (17,5%), Monterotondo Marittimo (13,9%) e Civitella Paganico in provincia di Grosseto (17,2%), Suvereto in provincia di Livorno (15,9%), Vagli di Sotto in provincia di Lucca (11,6%), Zeri in provincia di Massa-Carrara (17,4%), Castelfranco di Sotto in provincia di Pisa (18,2%), Santa Croce sull’Arno (16,3%), Abetone-Cutigliano in provincia di Pistoia (15,5%), Vernio in provincia di Prato (17,1%), Radicofani in provincia di Siena (12,2%).

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