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FIRENZE – La Toscana si conferma nel 2025 la regione più desiderata dagli acquirenti stranieri che guardano al mercato immobiliare italiano, pur segnando una frenata nelle richieste.

Con il 14,77% delle domande totali, il territorio toscano mantiene la leadership nazionale, ma registra un calo annuale del 17,76% che, secondo gli analisti, somiglia più a un segnale di saturazione di un mercato ormai maturo e costoso che a una perdita di attrattività.

Il dato si inserisce in un quadro nazionale di leggera flessione: nel 2025 le richieste di acquisto immobiliare dall’estero verso l’Italia arretrano del 5,89% rispetto al 2024. Dietro la contrazione pesa soprattutto il rallentamento di due mercati storicamente trainanti, Stati Uniti e Germania. Nonostante lo stop congiunturale, il trend di medio periodo resta però decisamente positivo: negli ultimi cinque anni le richieste di immobili italiani da parte di acquirenti internazionali sono cresciute complessivamente del 65,19%.

A fotografare l’evoluzione è l’analisi annuale di Gate-away.com, portale immobiliare italiano dedicato esclusivamente al pubblico estero. Lo studio evidenzia come il calo aggregato nasconda una trasformazione profonda della mappa degli investimenti, con il progressivo riequilibrio tra regioni “star” e nuove aree emergenti, l’ascesa di borghi e territori secondari e un cambiamento nelle priorità degli acquirenti.

Accanto alla Toscana, segnano una frenata anche altre regioni storicamente molto richieste: Liguria (-17,15% su base annua), Lombardia (-6,44% a/a) e Umbria (-9,23% a/a). Un arretramento che, sottolinea Gate-away.com, va letto più in chiave di mercato maturo – dove l’offerta di qualità scarseggia e i prezzi restano elevati – che come perdita di fascino agli occhi degli investitori stranieri.

Parallelamente avanzano con decisione territori finora considerati più di nicchia. Il Trentino-Alto Adige guida la crescita con un balzo del 44,29% rispetto al 2024, trainato dalla qualità della vita, dal contesto alpino e da prospettive di investimento di lungo periodo. Il Friuli-Venezia Giulia mette a segno un incremento del 27,52%, affermandosi sempre più come alternativa accessibile al Nord-Est tradizionale.

Il Piemonte cresce dell’11,27%, spinto in particolare dalle aree delle Langhe, del Monferrato e dai comprensori lacustri. Segnali positivi anche da Basilicata (+10,25% anno su anno) e Veneto (+5,8% a/a), che intercettano una domanda internazionale attratta da territori autentici, meno affollati e con margini di crescita ancora ampi.

Sul fronte urbano, Roma si conferma la grande città più ricercata dagli stranieri, mentre tra i singoli comuni spicca Ostuni, che si prende il primato come località più cercata. Un’ulteriore indicazione di come, accanto alle grandi mete classiche, stiano guadagnando terreno centri medi e piccoli, spesso situati in aree interne o costiere secondarie, capaci di offrire un mix di qualità della vita, autenticità e prezzi ancora competitivi.

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