I soccorsi sul luogo dell'incidente
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VOLTERRA – C’è un filo che lega Volterra ad una delle sette vittime dell’incidente avvenuto in Kenya, nella riserva nazionale del Samburu.

Tra i passeggeri che hanno perso la vita nello schianto dell’elicottero, c’era anche Michele Sensi Contugi, 44 anni, imprenditore molto noto in Ecuador e presidente dell’agenzia nazionale di intelligence del Paese. Sensi Contugi aveva la doppia cittadinanza italiana ed ecuadoriana.

Nato a Desio (Monza-Brianza) suo padre aveva origini legate alla storica famiglia volterrana Sensi-Contugi. L’elicottero sul quale viaggiava è precipitato nella mattinata di ieri nei pressi del monte Ololokwe, nella contea di Samburu. A bordo dell’Eurocopter EC130, matricola 5Y-GYM, si trovavano sette persone. Oltre a Sensi Contugi e alla moglie Stephany Hollihan, anche lei deceduta nello schianto, c’era il pilota keniano. Per le altre vittime sono in corso le procedure di identificazione.

Secondo quanto comunicato dall’Aviazione civile del Kenya (Kcaa), l’incidente è avvenuto alle 9.13 ora locale. Il velivolo è precipitato sulla montagna Lolokwe mentre era impegnato in un’escursione turistica. Restano ancora da chiarire le cause dello schianto: le autorità keniane hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica e accertare cosa sia accaduto nei momenti precedenti alla caduta. La notizia della morte di Sensi Contugi è stata confermata anche dalla presidenza dell’Ecuador, che ha espresso il proprio cordoglio attraverso i social. In Ecuador l’imprenditore era una figura conosciuta anche per il ruolo di ex ministro e come guida dell’intelligence nazionale.

La notizia ha raggiunto anche Volterra, dove il nome della famiglia Sensi Contugi è profondamente legato alla storia cittadina. A ricordarlo è stato il sindaco Giacomo Santi. «La famiglia Sensi Contugi è un’antica e nobile famiglia volterrana, i cui discendenti non risiedono più a Volterra, ma il cui nome rimane legato alla memoria e alla storia della città», ha sottolineato il primo cittadino. Alla casata appartenne infatti un importante palazzo signorile in piazza XX Settembre, proprio di fronte alla chiesa di Sant’Agostino, edificio che ancora oggi testimonia la presenza e il prestigio raggiunti dalla famiglia nella vita della città.

Intanto, sul fronte diplomatico, l’ambasciata italiana in Kenya si è immediatamente attivata per prestare assistenza sul posto e seguire gli sviluppi della vicenda. Saranno ora le autorità keniane a fare luce sulle cause dell’incidente che ha trasformato una gita turistica nella riserva del Samburu in una tragedia.

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