Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Questo devono aver pensato Denis Verdini e Franco Ceccuzzi quando si sono visti pubblicati sul sito di corriere.it l’accordo “programmatico” per la spartizione del potere a Siena tra Pdl e Pd. Nel 2008, infatti, a Roma il coordinatore nazionale del Partito di Silvio Berlusconi e il deputato del partito Democratico (con un passato nella Fgci e poi Pci, Pds, Ds) avrebbero siglato un vero e proprio patto segreto secondo le tanto vituperate regole del “manuale Cencelli” per spartirsi il potere in terra di Siena (leggi). La città e la sua provincia oggetto di autentica compravendita politica.

Il patto segreto su Comuni e poltrone Infatti, Sigfrido Ranucci (per la rubrica Reportime a cura del team della Milena Gabanelli) ricostruisce e pubblica il documento che certifica quello che tutti ormai da tempo sospettavano, cioè quel patto segreto tra l’allora uomo forte della politica senese (e futuro sindaco nel 2011) e il coordinatore nazionale del Pdl. Secondo il documento a Siena tutto sarebbe stato concordato, dalle nomine in banca, fondazione e conseguenti società controllate fino ai più sperduti comuni della provincia. Addirittura, vengono citati Radicofani, Gaiole, Chianciano Terme, Montepulciano e Poggibonsi come comuni dove non deve avvenire nessuno scontro politico. Dove il Pdl “non” deve presentare alternative credibili agli uomini indicati dal Pd. In cambio di tanto sportivo agonismo politico, Ceccuzzi concedeva al Pdl (nella persona di Verdini) uomini in Mps, in Fondazione e nelle controllate.

Il 2009 anno cruciale di passaggio Siamo nell’autunno del 2008, di lì a qualche mese Siena e la provincia si preparano a rinnovare molti comuni, la stessa Amministrazione Provinciale (il centrosinistra dovrà anche passare per le primarie), e poi il cda della Banca e la Deputazione Amministratrice e generale della Fondazione Mps. Un passaggio cruciale che è meglio concordare prima punto per punto, avranno pensato Verdini e Ceccuzzi. Con buona pace dei tanti militanti che in entrambi gli schieramenti contrapposti ancora credono al valore delle idee, ideali e della lotta politica.

Gli impegni del Pdl Denis Verdini,da parte sua, assicura di risolvere « le problematiche relative alla Banca e alla Fondazione del Monte dei Paschi. L'obiettivo primario è quello di garantire autonomia ed evitare ingerenze da parte delle autorità centrali». Un passaggio fondamentale su cui senz’altro anche i magistrati senesi, che in questi mesi indagano sull’affaire Mps, intendono fare chiarezza. Naturalmente poi «si impegna anche a intercedere presso i ministeri dello Sviluppo Economico, dei Trasporti delle Infrastrutture, del Turismo e dell'Ambiente per risolvere i problemi che riguardano le aziende della provincia senese: la crisi che ha colpito le industrie del cristallo, quella delle terme di Chianciano, del comparto pelletteria». Con scarsi risultati ottenuti, occorre dire purtroppo.

Gli impegni del Pd Franco Ceccuzzi, invece, si impegna a riconoscere in Verdini l'unico interlocutore del Pdl e garantisce di confermare alla Presidenza di Antonveneta Andrea Pisaneschi, e promette di piazzare vice presidenti, consiglieri e revisori nei rispettivi Cda delle Fondazioni, delle Banche e delle altre società controllate dal Monte dei Paschi. Il patto prevede anche un accordo sulla spartizione delle nomine per la gestione delle società municipalizzate, dei consorzi e delle terme.

La Magistratura intanto ascolta testimoni Per sapere chi fosse a conoscenza di questo Patto segreto (ma forse non troppo) sono stati ascoltati dai Pm fiorentini nell’ambito dell’inchiesta senese lo scorso 8 febbraio gli ex Pdl Paolo Amato e Angelo Pollina, il presidente del Consiglio regionale, Alberto Monaci (Pd), e il segretario regionale del Pd, Andrea Manciulli (candidato alla Camera), ascoltato questa sera. «Pur non avendo visto precedentemente quel documento, tutti avrebbero confermato l’effettiva realizzazione dei punti esposti dai due politici», dice nel suo articolo Ranucci.

La smentita di Ceccuzzi Il diavolo fa le pentole, e anche questa volta non ha fatto i coperchi. Il patto pubblicato, infatti, non è siglato dai due politici. Si tratterebbe, insomma, di un documento "apocrifo". E forse questa è anche la via d’uscita per disconoscere il patto. Infatti, poche ore dopo la pubblicazione, interviene Franco Ceccuzzi: «Si tratta di un atto palesemente falso – scrive -, tanto da non essere né firmato né siglato dal sottoscritto. Sono pronto a intraprendere ogni iniziativa legale a tutela della mia persona e mi metto a disposizione della Magistratura per fornire ogni tipo di chiarimento e di informazione nella massima trasparenza e chiarezza. La verità è che c’è qualcuno che sta disseminando polpette avvelenate per interrompere il percorso per la mia candidatura a sindaco di Siena e quel rinnovamento che fa paura a chi sta perdendo potere e che sta ancora una volta tentando di minare la mia credibilità. Sono certo del mio operato e della trasparenza con la quale ho sempre lavorato per il territorio. Si tratta di un vile tentativo intimidatorio che non mi piega, ma anzi mi dà la forza per andare avanti». 

La smentita di Verdini Dopo poco arriva anche la netta smentita di Denis Verdini: «Lo pseudo-documento pubblicato dal Corriere.it, e rilanciato dalle agenzie di stampa, circa un presunto e fantomatico accordo di non belligeranza fra Pdl e Pd che sarebbe stato sottoscritto da me e dall'ex deputato del Pd e sindaco di Siena, Franco Ceccuzzi, è totalmente falso, inventato di sana pianta, una polpetta avvelenata. Diffido chiunque – aggiunge – dall'attribuirmi questa bufala totale, invito le Procure di Siena e di Firenze ad un minimo di serietà, ad evitare di dare peso a simili fandonie, peraltro diffuse nel pieno di una campagna elettorale assai delicata, alimentando una possibile, quanto inesistente, responsabilità del Pdl nello scandalo e nella gestione dell'Mps e di Antonveneta. Questi magistrati seguono le chiacchiere e i falsi invece di indagare negli unici luoghi dove da sempre si è decisa la guida e la linea politica del Monte dei Paschi di Siena. Anche i muri sanno che le amministrazioni rosse della Toscana hanno sempre deciso, in via esclusiva le nomine dei vertici dell'Mps. Cercare ora di alterare e modificare la realtà, con invenzioni fantascientifiche dà il segno del grado di disperazione della sinistra e della contiguità con essa di parte della magistratura Toscana. Mi riservo di perseguire ogni via legale contro chiunque persevera ad attribuirmi un qualsiasi ruolo – che non sia di critica – in uno scandalo che si è solo ed esclusivamente consumato all'interno della sinistra e del Pci-Pds-Ds-Pd». 

Senz'altro adesso sarà da dimostrare l'autenticità o meno del documento, ma la politica si tinge ancora di giallo, anche perchè siamo nell'ultima settimana di campagna elettorale. Chissà cosa ne pensano i militanti dei due rispettivi partiti che ancora oggi, volontari, organizzano feste e ritrovi politici con passione e impegno. Chissà cosa ne pensano i centinaia di cuocitori di salsicce delle feste democratiche. Chissà cosa ne pensa il segretario provinciale del Pd senese, Niccolò Guicciardini, che parla sempre della “buona politica”. E che, giusto ieri, parlava di «percorso di rinnovamento avviato».

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