BARBERINO DEL MUGELLO – I dati di luglio dipingono uno scenario senza appelli: in Toscana due linee ferroviarie non raggiungono la sufficienza in termini di puntualità, la Faentina e la Borgo San Lorenzo–Pontassieve.
Di fronte a questa situazione, i 14 primi cittadini delle due Unioni di Comuni hanno scritto al prefetto di Firenze per manifestare «preoccupazione per una situazione ormai insostenibile» e chiedere una «mediazione istituzionale» verso Rfi e Trenitalia.
La lettera al prefetto: «Disservizi sistematici, rischio isolamento del territorio»
Nella missiva, come riporta il Corriere Fiorentino, i sindaci non si limitano a denunciare un «progressivo e inaccettabile deterioramento del servizio», ma avvertono che i disservizi sistematici rischiano di «isolare un intero territorio e di comprometterne lo sviluppo economico e sociale».
«Questa situazione non rappresenta più soltanto un mero disservizio logistico, ma sta determinando una vera e propria emergenza sociale ed economica per la nostra vallata», scrivono i primi cittadini.
Vivere nel Mugello o in Valdisieve e lavorare o studiare a Firenze è diventato, secondo la lettera, «una scelta penalizzata quotidianamente da disagi insostenibili, che mettono a dura prova la tenuta familiare, lavorativa e psicologica dei nostri concittadini pendolari».
I sindaci sottolineano inoltre le ricadute sull’istruzione: con la riapertura delle scuole, gli studenti delle superiori e dell’università, che dipendono interamente dal trasporto ferroviario per raggiungere gli istituti fiorentini, rischiano di essere «privati della certezza di poter frequentare regolarmente e con serenità le lezioni». «Questa inefficienza compromette il loro percorso formativo e il loro rendimento scolastico», avvertono.
Sicurezza sotto accusa: «Fragilità strutturale, serve accertamento immediato»
Oltre ai disservizi, la lettera solleva un grave tema di sicurezza. «Nonostante i ripetuti confronti con gli organi competenti, la persistente carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria minaccia direttamente l’incolumità pubblica e la sicurezza dei passeggeri», denunciano i sindaci. I continui guasti a linee e convogli non sarebbero più eventi sporadici, bensì «chiari sintomi di una fragilità strutturale che esige un accertamento immediato e rigoroso da parte delle autorità di controllo».
Il riferimento è duplice. Sulla Faentina, sotto i binari tra Borgo San Lorenzo e San Piero a Sieve, persiste una frana per la quale «non è mai stato fatto un intervento, eppure i treni hanno ripreso a viaggiare a velocità normale», dopo più di un anno di percorrenza a velocità ridotta.
Sulla Borgo–Pontassieve, parte dei treni è stata sostituita da bus perché, secondo la versione di Fs, tra l’afa e le troppe curve le ruote dei convogli si rovinavano. A questo si aggiungono ritardi, cancellazioni e corse — specie sui bus — sovraffollate, oltre alla doppia insufficienza di luglio, con le uniche due linee toscane sotto il 98% di puntualità.
La richiesta: mediazione del prefetto verso Rfi e Trenitalia
Per affrontare la crisi, i sindaci chiedono al prefetto di svolgere un ruolo di mediazione istituzionale nei confronti di Rfi e Trenitalia, al fine di garantire interventi correttivi immediati e migliorare affidabilità, sicurezza e continuità dei collegamenti ferroviari con Firenze. L’obiettivo è ottenere un confronto diretto con i soggetti responsabili delle infrastrutture e del servizio, per superare una condizione che, nelle parole dei primi cittadini, ha ormai superato la dimensione del semplice disservizio logistico.







