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FIRENZE – Più di 26mila domande presentate, 12.817 richieste di alloggio a fronte di soli 4.847 posti letto disponibili in tutta la regione.

È la fotografia del divario strutturale tra la domanda e l’offerta residenziale universitaria in Toscana alla chiusura del bando del DSU (Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario) per l’anno accademico 2026/2027. Un’emergenza che rischia di trasformare l’accesso alla formazione in un’inaccessibile corsa a ostacoli economica per migliaia di fuorisede.

I numeri dell’emergenza

Alla scadenza del 7 settembre, le domande complessive hanno toccato quota 26.037, confermando un trend in costante crescita che vede Firenze capofila con 11.015 istanze, seguita da Pisa (9.896) e Siena (5.126).

A preoccupare maggiormente è l’imbuto sul fronte dell’abitare: dei 12.817 studenti che hanno richiesto sia la borsa di studio che un posto nelle strutture pubbliche, meno del 38% riuscirà ad usufruire di una camera nelle residenze regionali.

Restano fuori dalla copertura diretta oltre 7.900 richiedenti. Tra questi pesa enormemente la componente degli studenti internazionali con famiglia all’estero (7.542 domande totali, di cui ben 7.003 abbinate alla richiesta di alloggio).

Un’offerta di posti letto insufficiente

A fronte di questa imponente domanda, la rete di accoglienza del DSU Toscana mette a disposizione un patrimonio complessivo di 4.847 posti letto così distribuiti: Firenze: 1.917 posti, Pisa: 1.705 posti, Siena: 1.200 posti – a cui si sommano 25 posti ciascuna per le sedi staccate di Carrara e Arezzo.

La trappola degli “idonei non beneficiari” e la pressione sul privato

Il prossimo 30 settembre verrà pubblicata la graduatoria provvisoria. Se da un lato l’assessora regionale Cristina Manetti sottolinea l’ampia attrattività degli Atenei toscani e il valore inclusivo delle borse, dall’altro la carenza di alloggi rischia di alimentare la piaga degli “idonei non beneficiari”: studenti che avrebbero pieno diritto all’alloggio per reddito e merito ma che, a causa del tutto esaurito nelle strutture del DSU, si vedranno costretti a rivolgersi al mercato privato.

L’impatto economico per chi resta fuori si preannuncia devastante. Nelle città d’arte e a spiccata vocazione turistica come Firenze, Pisa e Siena, i canoni d’affitto sul mercato privato hanno raggiunto prezzi record, spinti anche dalla diffusione degli affitti brevi. Benché il DSU eroghi un contributo integrativo per l’affitto a copertura parziale delle spese sostenute privatamente, la somma non sempre riesce a compensare il reale costo della vita universitaria, esponendo le famiglie a un notevole sforzo finanziario.

In attesa degli esiti di fine mese, il tema della residenzialità pubblica si conferma la vera priorità per la politica regionale, chiamata nei prossimi anni a reperire nuove risorse per ampliare le strutture e garantire che il diritto allo studio non rimanga un privilegio per pochi.

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