SIENA – Restano le incongruenze tra le due versioni.
Così gli atti di quanto raccontato di fronte alla commissione d’inchiesta sulla morte di David Rossi saranno trasmessi alla procura di Roma.
L’audizione dell’avvocato Luca Goracci mirava a sanare le discordanze con una testimonianza non divulgata, legata – secondo quanto raccontato dal presidente Gianluca Vinci – ai fatti del 6 marzo 2013.
Tuttavia, la distanza è rimasta invariata. I commissari intendono verificare se possano emergere profili penali, da accertare comunque dai magistrati capitolini
La prossima settimana potrebbe essere ascoltato Giovanni Fava, ex parlamentare leghista originario di Viadana e commercialista. Fava è entrato nella vicenda grazie a una trasmissione tv sul caso Rossi.
Un testimone anonimo lo indicava in un incontro con il manager Mps la sera del 6 marzo, accompagnato da Francesco Giusti: quest’ultimo, ex militante di spicco della sezione locale della Lega, sarebbe la figura vista nel vicolo pochi istanti prima del volo di Rossi dalla finestra del suo ufficio.
Giusti ha smentito la ricostruzione, ammettendo solo di conoscere Fava. L’ex senatore, contattato, ha scritto alla commissione per essere ascoltato: nega rapporti con Rossi, precisa di non essere stato a Siena quel giorno (“pronto a dimostrarlo”) e di non avere appuntamenti in agenda.
La sua audizione potrebbe riaccendere il filone delle sponsorizzazioni. All’epoca, Banca Mps intratteneva rapporti commerciali con la squadra di rugby locale.







