SIENA – L’assemblea straordinaria di Banca Mps ha dato via libera con maggioranze schiaccianti alle modifiche statutarie, tra cui l’introduzione della lista del cda come modalità per il rinnovo dell’organo di governo.
L’assise, svolta a porte chiuse con il rappresentante designato, ha visto partecipare il 68,01% del capitale: tutti i sette punti all’ordine del giorno sono passati con oltre il 99% dei voti favorevoli.
La banca precisa in una nota che “alla data odierna la Bce non ha ancora rilasciato il provvedimento autorizzativo inerente alle suddette modifiche statutarie. L’efficacia delle stesse rimane pertanto subordinata al rilascio di tale provvedimento”.
Particolarmente netto il consenso per la facoltà del Cda uscente di presentare una propria lista di candidati: 99,92% del capitale rappresentato. Stessa approvazione quasi unanime per l’eliminazione del limite dei mandati per i consiglieri (99,89%), misura che riguarda il presidente Nicola Maione, al termine del suo terzo triennio. In precedenza, un’assemblea aveva già rimosso il limite di età per l’amministratore delegato.
Approvato anche l’innalzamento del tetto della retribuzione variabile al rapporto 2:1 con quella fissa (99,48% favorevoli) e l’eliminazione della riserva statutaria sugli utili, per poter elevare il payout dei dividendi fino al 100%, come anticipato dall’istituto.
Tra i partecipanti, secondo fonti finanziarie, i principali azionisti Delfin e Caltagirone, che hanno consegnato le azioni; assente invece il Mef, con il suo 4,8% del capitale. In Borsa, il titolo Mps ha chiuso in rialzo dell’1,15%, ma a catalizzare l’attenzione è stato il balzo del 5,84% delle azioni Mediobanca. Gli analisti legano il movimento alla fiducia nel piano dell’ad Luigi Lovaglio, che punta al “destilling” di piazzetta Cuccia e apre le porte a un’eventuale Opa sul flottante residuo del 13,65% non ancora in mano a Rocca Salimbeni.







