PRATO – Massima indignazione e piena solidarietà da parte del Sappe al poliziotto aggredito e ferito nel carcere di Prato.
L’episodio, come riferito da Francesco Oliviero, segretario nazionale per la Toscana del Sappe, è scoppiato durante un video-colloquio. Un detenuto recidivo, già espulso in passato dalla struttura per aver fomentato una rivolta, ha aggredito verbalmente e fisicamente l’agente che gli impediva di usare il telefono in modo improprio. Colpito con pugni ripetuti al volto, il poliziotto è stato portato in ambulanza all’ospedale, dove i medici hanno diagnosticato lesioni con prognosi di 12 giorni.
“È inaccettabile che i nostri operatori siano esposti a episodi di violenza sempre più frequenti e gravi”, ha denunciato Oliviero, inserendo l’accaduto in un contesto “già fortemente critico” alla Dogaia. Il sindacato punta il dito contro il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), lamentando una cronica carenza di personale intermedio – sovrintendenti e ispettori – rispetto all’arrivo di detenuti ad alto rischio.
Per il Sappe, serve una drastica riduzione dei ristretti problematici nella struttura, per garantire sicurezza e operatività. Il sindacato sollecita un intervento urgente dell’amministrazione, affinché il carcere pratese possa funzionare in condizioni adeguate.
“Esprimo piena solidarietà al collega ferito, augurandogli pronta guarigione”, ha dichiarato Donato Capece, segretario generale del Sappe. “È inaccettabile la continua esplosione di violenza nelle carceri italiane: un fenomeno strutturale che non si può più ignorare”.







