PISA – “Mariasole”, nome di fantasia per proteggere la privacy di una donna toscana di 63 anni, il 4 maggio è deceduta nella sua abitazione dopo aver assunto autonomamente il farmaco letale fornito dal Servizio sanitario regionale toscano, completo di strumentazione necessaria.
A supportarla, il medico di fiducia, il dottor Paolo Malacarne. Diagnosticata nel 2015, la malattia, una forma di parkinson degenerativo severo, aveva reso “Mariasole” completamente dipendente in pochi anni.
Impossibilitata a camminare, comunicava solo tramite un dispositivo a tastiera con sintesi vocale, soffriva di grave disfagia e stipsi cronica. Ogni funzione vitale richiedeva l’assistenza continua del marito e di operatori sanitari.
Per esercitare il suo diritto al suicidio medicalmente assistito, la donna ha avviato un iter legale nel luglio 2025, durato nove mesi, con il sostegno del collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo. Nonostante conferme sull’irreversibilità della patologia, sulle sofferenze intollerabili e sulla piena capacità decisionale – inclusi i pareri del Comitato etico –, l’Asl Toscana aveva inizialmente negato l’accesso, contestando il requisito del “trattamento di sostegno vitale”.
La svolta è arrivata grazie a una diffida, un ricorso d’urgenza al Tribunale di Pisa e l’aggravamento delle condizioni della paziente, che aveva rifiutato la nutrizione artificiale tramite Peg. La commissione Asl ha così riconosciuto tutti i requisiti, allineandosi alle sentenze della Consulta 135/2024 e 66/2025. Queste estendono il concetto di assistenza vitale alle manovre dei caregiver e al rifiuto di trattamenti invasivi.
Nelle sue ultime parole, lette tramite il comunicatore: “I motivi della mia scelta sono l’impossibilità di vivere una vita degna, non vedere, non parlare, non muovermi, non mangiare: in pratica, non vivere. In questa attesa mi sono sentita defraudata di un diritto inalienabile. La lotta che ho dovuto fare toglie dignità. Spero che nessuno debba soffrire così, solo davanti a ostacoli inutili”.
Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, e Marco Cappato, tesoriere, hanno commentato: “Il nostro pensiero va alla famiglia. Mariasole ha combattuto con tenacia un sistema ostacolato da resistenze ideologiche e burocratiche. Il caso dimostra l’importanza dell’interpretazione evolutiva del ‘sostegno vitale’: assistenza caregiver e rifiuto della Peg sono parte della libertà di scelta nel fine vita. Alla Regione Toscana chiediamo una campagna informativa per i medici, per applicare tempestivamente le regole della Corte Costituzionale e della Regione”.







