FIRENZE – Oltre 30mila litri di gasolio sono stati sottratti definitivamente al mercato illecito dalla Guardia di Finanza.
Le Fiamme Gialle hanno eseguito la confisca di carburante commercializzato con metodi fraudolenti attraverso un sistema illegale operante nella filiera dei prodotti energetici. Il provvedimento, disposto dal Tribunale di Firenze al termine del procedimento penale, riguarda una quantità di carburante equivalente a circa 600 pieni di un’auto di media cilindrata.
Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze hanno ricostruito un complesso meccanismo di miscelazione illecita. Un deposito commerciale di Certaldo riforniva clienti con carburante per autotrazione o riscaldamento ottenuto mescolando gasolio agricolo agevolato — soggetto a tassazione ridotta e destinato unicamente all’uso agricolo. L’impiego improprio di questo prodotto permetteva agli indagati di ridurre artificialmente i costi e di praticare prezzi più bassi rispetto agli operatori che rispettano la normativa fiscale.
Secondo gli investigatori, il sistema produceva un duplice danno: da un lato l’evasione di accise e Iva dovute allo Stato. Dall’altro la distorsione della concorrenza nel mercato dei carburanti. Le imprese oneste, evidenziano le Fiamme Gialle, si trovano a competere con soggetti che possono vendere a condizioni vantaggiose grazie all’uso illecito di prodotti fiscalmente agevolati, con conseguenze negative per la trasparenza del mercato e la fiducia dei consumatori.
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di controlli avviato dal comando provinciale di Firenze lungo tutta la filiera distributiva dei carburanti, in una fase segnata dall’instabilità dei prezzi dell’energia e dalle tensioni geopolitiche internazionali. Attraverso attività di analisi, intelligence e monitoraggio del territorio, la Guardia di Finanza dichiara di voler contrastare ogni forma di speculazione e profitto illecito nel settore energetico, a tutela della libera concorrenza e degli interessi dei cittadini.
La confisca definitiva dei 30mila litri rappresenta, secondo gli inquirenti, non solo l’esito di un’indagine complessa, ma anche un segnale di attenzione verso un comparto strategico dell’economia nel quale le frodi possono sottrarre ingenti risorse pubbliche e danneggiare le imprese corrette.







