PISA – Ultimo appuntamento con la stagione 2026 degli aperitivi scientifici al Giardino La Nunziatina di Pisa.
L’evento in programma il 25 giugno è organizzato dalla Commissione Divulgazione del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Pisa, per confrontarsi su tanti temi scientifici, raccontati in modo informale.
L’evento di giovedì 25
Giovedì, dalle 19 alle 20, con Christian Silvio Pomelli parleremo di un elemento piccolo, ma fondamentale: “Perché tanto iodio: un elemento fra storia e chimica”.
Dalla sua scoperta al suo ruolo nella salute, passando per le sue proprietà chimiche e le curiosità che lo hanno reso protagonista della storia della scienza. Un nuovo incontro divulgativo, aperto a tutti, per scoprire quanta scienza può nascondersi dietro un solo elemento della tavola periodica.
L’iniziativa, a ingresso libero, è aperta alla comunità universitaria e alla cittadinanza e rientra tra le attività di Terza Missione del Dipartimento. È gradita la prenotazione.
Registrazioni a questo link.
I prossimi eventi
Il Giardino urbano La Nunziatina, nel centro storico di Pisa, a due passi da Corso Italia. Segui l’estate del Giardino su Facebook @lanunziatinapisa e Instagram @lanunziatinapisa
La storia del giardino
La fama del giardino di palazzo Mastiani Brunacci, per l’identità esclusiva, per la rarità delle sue piante e per il suo assetto, si deve a Elena Amati, che sposò il cavalier G. F. Mastiani Brunacci, il più ricco dei maggiorenti pisani.
Sia il palazzo che il giardino nel XIX secolo furono l’occasione mondana più ambita dell’aristocrazia e dei grand tourist: Madame de Staël, la contessa d’Albany, la duchessa de Berry, Vittorio Alfieri, lord William Hamilton, Elisa Baciocchi Bonaparte, Cammillo e Paolina Borghese, i principi Torlonia, Giacomo Leopardi, furono gli ospiti con i quali Elena aveva rapporti di consuetudine.
Non conosciamo il nome del progettista, per l’irreparabile perdita dell’archivio familiare, ma si può ipotizzare che la Mastiani si sia affidata all’architetto Gherardesca che in quel periodo aveva realizzato il monumentale scalone del palazzo e il limitrofo giardino Venerosi Pesciolini.
Nel 1805 lo scienziato Gaetano Savi dedicò alla Mastiani il suo trattato Materia Medica vegetabile Toscana, perché la gentildonna aveva voluto nel suo palazzo un vago Giardino in cui “le piante più belle formano un variato spettacolo”.
Sappiamo così che nel Giardino erano presenti i rari Gymnocladus Canadensis, il Laurus Camphora, originario del Giappone, la Sophora Tetraptera, originaria della Nuova Zelanda.
Coevo al trattato del Savi, probabilmente di sua mano, è un rarissimo opuscolo Catalogo delle piante del Giardino Mastiani.
Una carta eseguita dall’ingegnere Giacinto Van Lint ci restituisce una pianta del giardino con la presenza, addossata ad un muro di recinzione, di una nicchia a grottesca (forse con statua), di una fontana, di aiuole articolate secondo geometrie e simmetrie ben precise, piedistalli su cui poggiavano i vasi delle piante di agrumi.
Il giardino, dopo un periodo in cui è stato cinema all’aperto, è stato riaperto al pubblico solo nel 2021.







