SIENA – Prende forma il disegno strategico di Banca Monte dei Paschi di Siena per la nascita di un nuovo colosso del credito e della gestione dei patrimoni.
Un’aggregazione a tre con Banco Bpm e Banca Generali che darebbe vita a un gruppo aggregato con una capitalizzazione pro-forma di circa 80 miliardi di euro, situandosi solidamente tra i primi dieci istituti di credito a livello europeo e al secondo posto in Italia per rete di sportelli e impieghi alla clientela.
A tracciare le linee guida dell’operazione è stato l’Amministratore Delegato di Mps, Luigi Lovaglio, nel corso di un’attesa conference call con gli analisti finanziari. Un intervento dai toni netti e ambiziosi, volto a rassicurare i mercati, le autorità di vigilanza e gli azionisti sulla bontà e sulla sostenibilità industriale del progetto.
Un’operazione “amichevole” fondata sulla creazione di valore
Allontanando le voci di possibili manovre ostili, Lovaglio ha tenuto a precisare la natura consensuale dell’iniziativa. Pur confermando di non aver ancora avuto contatti diretti con i vertici e i soci di Banco Bpm e Banca Generali, il top manager scommette con decisione sul recepimento positivo delle offerte:
“Sono profondamente convinto che le caratteristiche di questo progetto consentiranno di portare avanti questa operazione in modo amichevole, perché crea moltissimo valore. Ho parlato di un’aggregazione amichevole e non ostile perché siamo convinti della forza di questo progetto. Si tratta di uno dei progetti più importanti del settore bancario degli ultimi anni” ha detto.
Lovaglio ha inoltre chiarito la struttura contabile e procedurale del doppio deal: le due offerte pubbliche di scambio (OPS) viaggiano su binari paralleli e non sono condizionate l’una all’altra. Mps potrà dunque portare a termine l’integrazione con uno dei due target anche qualora l’altro dossier dovesse subire rallentamenti. “Tuttavia,” ha rimarcato l’Ad, “considerato il valore implicito nel realizzare entrambe le offerte, sono convinto che entrambe verranno portate a compimento con successo.”
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La sinergia di tre modelli di business complementari
Il piano industriale delineato da Lovaglio non si configura come un mero consolidamento dimensionale o uno “spezzatino” societario, bensì come l’integrazione strutturale di tre modelli di business fortemente complementari. “Questo progetto – ha spiegato Lovaglio – rappresenta un salto di qualità in termini di dimensioni, poiché creerebbe un gruppo bancario e di wealth management leader in Italia e di rilevanza europea, e perché combina tre modelli di business complementari: quello della commercial banking, del wealth management di fascia alta e competenze specialistiche nell’advisory, nel consumer finance, nel corporate investment banking, nell’asset management, nel bank assurance e nei pagamenti”.
“Mps apporta la leadership, la solidità finanziaria e la piattaforma di integrazione. Banco Bpm apporta la scala bancaria, la capacità distributiva e il profondo radicamento nel tessuto imprenditoriale italiano. Banca Generali apporta un posizionamento di eccellenza nelle gestioni patrimoniali, una rete di consulenti di elevata qualità e una crescita a basso assorbimento di capitale”, spiega ancora Lovaglio, secondo cui “la creazione di valore per gli azionisti è ugualmente chiara”, grazie a “sinergie rilevanti, migliore qualità dei ricavi, significato incremento significativo di utile e dividendo per azione, capitale solido e distribuzioni importanti. Si tratta – aggiunge – di una crescita che avviene attraverso l’integrazione, non attraverso il cosiddetto spezzatino”.
La rotta tracciata e il passaggio in Assemblea
Rispondendo ai dubbi degli analisti sulle tappe societarie, Lovaglio ha confermato che il progetto straordinario dovrà passare al vaglio dei soci di Montepaschi, con l’approvazione richiesta a maggioranza qualificata dei due terzi. Un passaggio su cui il manager manifesta piena fiducia, garantendo “sinergie rilevanti, migliore qualità dei ricavi e un incremento significativo dell’utile e del dividendo per azione“.
Richiamando la metafora dell’Odissea citata nelle scorse settimane, il numero uno di Rocca Salimbeni ha concluso guardando al futuro del gruppo: “Quando alcune rotte si chiudono se ne aprono altre, e i navigatori esperti sanno che i venti possono cambiare. La nostra destinazione è chiara: creare un gruppo bancario più forte, più diversificato, più resiliente. I lunghi viaggi richiedono pazienza, disciplina e coraggio: il coraggio di cogliere le opportunità quando si presentano”.
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