VIAREGGIO – «C’è una parte di questa storia che denota mancanza di rispetto nei confronti delle vittime della strada e di tutte le associazioni che da anni si impegnano sul territorio, nella formazione e nella riduzione degli incidenti».
È il messaggio duro e lucido di Manuela Guidi Pardini, madre di Leonardo Brown, il giovane viareggino di 22 anni morto nel luglio 2023 in un incidente stradale che pochi mesi dopo avrebbe portato via anche la vita alla fidanzata Emma Genovali, 20 anni.
Le parole di Guidi Pardini arrivano dopo la decisione della sindaca di Viareggio, Sara Grilli, di respingere le dimissioni dell’assessore Rodolfo Salemi, finito al centro di una furiosa polemica per aver segnalato su una chat Telegram con oltre 5.600 iscritti la presenza di tre posti di blocco della Polizia.
La tragedia di Leo ed Emma
La vicenda che ha sconvolto Viareggio risale al 4 luglio 2023: Leonardo Brown ed Emma Genovali stavano andando al mare in sella a una bici elettrica quando, nel quartiere della Darsena, furono travolti da un motociclista a un incrocio. Leo morì una settimana dopo il tragico schianto, mentre Emma perse la vita il 16 settembre successivo, dopo una lunga battaglia in ospedale.
Nel febbraio 2025 il conducente della moto è stato condannato a 8 mesi di reclusione per omicidio stradale. La tragedia ha portato alla nascita di un’associazione in ricordo dei due ragazzi, molto attiva sul fronte della sicurezza stradale.
La reazione della madre di Leonardo
«Prendo atto della decisione presa – scrive Manuela Guidi Pardini -. Sicuramente ci sono dei tasselli che compongono questo puzzle che a me cittadina non sono dati sapere e che invece hanno influito nel prenderla».
La donna sottolinea poi il valore dei controlli: «I posti di blocco non servono solo per fermare i malviventi, e ci mancherebbe altro che un membro delle istituzioni si presti a una cosa simile. Ma servono anche a fermare tutte quelle persone che non dovrebbero mettersi alla guida, limitando eventuali danni».
«Credo che il messaggio fosse rivolto proprio a questo, e questo fa male perché tu ogni giorno ti impegni affinché questa mentalità cambi e per farlo hai bisogno delle istituzioni che rafforzino questo messaggio», aggiunge.
Guidi Pardini conclude con un appello: «Mi rifiuto di pensare che per questa amministrazione il tema della sicurezza e dell’empatia stradale non sia importante. È vero è successo a mio figlio, ma domani potrebbe capitare ad altri se non ci impegniamo. Ogni anno sulla strada perdono la vita 2.750 persone, la violenza con il più alto tasso di vittime. Eppure si continua a trattarla come una cosa normale: una bravata, una condizione di serie B. Assurdo».
Il caso Telegram e la decisione della sindaca
La polemica è esplosa dopo che l’assessore Rodolfo Salemi ha pubblicato su Telegram, nel gruppo “Anonymus Versilia”, la posizione di tre posti di blocco della Polizia sul lungomare di Viareggio.
Nei giorni scorsi Salemi ha incontrato la sindaca Sara Grilli, riconoscendo l’errore e presentando le proprie dimissioni firmate. La prima cittadina, tuttavia, ha deciso di respingerle e di confermare l’assessore nel suo incarico, parlando di «inaccettabile strumentalizzazione politica» attorno alla vicenda.
«Un errore deve essere riconosciuto e chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di assumersene la responsabilità. Altra cosa è utilizzare quell’errore per attribuire intenzioni che non ci sono mai state o per accreditare l’idea di comportamenti finalizzati a interferire con l’operato delle Forze dell’ordine», ha scritto l’amministrazione in una nota.
La decisione ha sollevato forti polemiche in città e tra le opposizioni, che hanno presentato una mozione di sfiducia e chiesto un consiglio comunale urgente.







