“Sarebbe stato meglio un ospedale ridotto, anziché un mega Cisanello”. A dirlo è Ugo Boggi, tra i più importanti trapiantologi al mondo e uno dei nomi più rilevanti della chirurgia pisana e toscana.
Lo ha detto nel corso di un’intervista rilasciata a Francesco Ippolito dell’emittente televisiva 50 Canale.
Il professor Boggi proprio in questi giorni ha annunciato che lascerà la città dopo oltre trent’anni di attività per trasferirsi a Roma, al Policlinico Gemelli. La sua è una voce particolarmente significativa quando si parla del futuro del nuovo Santa Chiara di Cisanello: Boggi, infatti, quel mondo lo conosce da dentro, avendovi costruito una parte importante della propria carriera.
Nato a Carrara nel 1965, Ugo Boggi si è laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Pisa nel 1990, specializzandosi poi in chirurgia generale e in chirurgia dell’apparato digerente. Dopo un periodo di formazione negli Stati Uniti, al Cabrini Medical Center di New York, è tornato a Pisa, dove ha iniziato la carriera accademica fino a diventare professore ordinario di Chirurgia generale nel 2016. Dal 2008 ha diretto l’Unità operativa di Chirurgia generale e dei trapianti dell’Aoup, diventando una delle figure di riferimento della chirurgia pancreatica e della trapiantologia italiana e internazionale. Nel corso della sua carriera ha eseguito migliaia di interventi e ha firmato diverse procedure pionieristiche. È stato, tra l’altro, il primo al mondo a eseguire un trapianto di pancreas robotico e un trapianto simultaneo robotico di rene e pancreas.
Il rapporto con Pisa

Dal primo settembre, però, la sua esperienza professionale è passata a Roma: Ugo Boggi è diventato professore ordinario di Chirurgia generale all’Università Cattolica e direttore della Chirurgia generale e dei trapianti d’organo del Policlinico Gemelli. Una nuova sfida, con l’obiettivo di sviluppare ulteriormente la chirurgia robotica dei trapianti, lavorare sulle prospettive degli xenotrapianti e costruire un polo di riferimento per la ricerca e la cura dei tumori del pancreas. Il rapporto con Pisa, tuttavia, non si interromperà: è prevista una collaborazione tra Università di Pisa, Aoup, Università Cattolica e Gemelli.
“Cisanello, opera gigantesca”
È in questo passaggio della sua carriera che Boggi guarda al nuovo Santa Chiara e ne individua due criticità. La prima è proprio la dimensione. «Un’opera gigantesca che ha due difficoltà – spiega -. La prima è la sua dimensione perché ci saranno molte competenze e articolazioni delle stesse e questo dà molte specializzazioni e molta profondità ma poca agilità decisionale”.
Un grande ospedale, dunque, può concentrare competenze e specializzazioni di altissimo livello, ma secondo Boggi rischia allo stesso tempo di diventare più difficile da governare. “Sarebbe stato più semplice governare un ospedale più piccolo” osserva.
“Troppo stretto legame con la politica”
manLa seconda questione, ancora più generale, riguarda il rapporto tra sanità e politica. “Rimane troppo stretto il legame tra sanità pubblica e politica – sostiene Boggi -. La politica dovrebbe limitarsi a definire gli indirizzi generali, lasciando poi alla struttura sanitaria la responsabilità della gestione”. Una critica che, precisa Boggi, non riguarda soltanto Pisa e il nuovo Santa Chiara. “Questo è un problema non solo pisano ma un’impostazione generale della sanità pubblica”.
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