La Uil Toscana e Uil bancari si schierano al fianco dell’ad di Mps, Luigi Lovaglio e della sua doppia mossa su Banco Bpm e banca Generali ed esprimono preoccupazione per l’Opas Ostile di Intesa Sanpaolo. Una presa di posizione netta. Attesa da tempo.
Mentre in giornata in Consiglio comunale di Siena gli interventi si sono succeduti per assicurare unità di intenti di tutte le istituzioni a favore della banca, la Uil Toscana va oltre ed esprime una netta preferenza per le mosse indicate dal cda di banca Mps. Giudicate come “una soluzione che appare maggiormente funzionale al territorio”.
Mps, in Consiglio comunale. “In gioco patrimonio del Paese, non solo una banca”. Gli interventi
Scrivono Paolo Fantappiè (segretario generale della Uil Toscana) e Marco Spinella (segretario generale UILCA Toscana): “Crediamo che la Banca Monte dei Paschi di Siena rappresenti un’istituzione non soltanto per Siena, ma per l’intera regione. Parliamo della banca più antica del mondo, che grazie anche al sacrificio di tutto il personale è riuscita a riorganizzarsi, a tornare in utile, e a confermarsi come un punto di riferimento nel sistema creditizio italiano”.
“Oggi – scrivono – ci troviamo di fronte a due diversi scenari. Rispetto all’operazione avviata da Intesa Sanpaolo preoccupano le possibili conseguenze sul territorio per riduzione delle filiali, tagli al personale e mantenimento dell’identità di un istituto che ha sempre rappresentato un riferimento fondamentale per Siena e per tutta la Toscana”.
Operazione Mps rafforza la banca
“Dall’altra parte abbiamo l’operazione approvata dal cda di MPS, che si propone come protagonista del processo di acquisizione e prospetta il mantenimento dell’identità e il rafforzamento della banca, assumendo dimensioni maggiori e arrivando a rappresentare il terzo gruppo bancario a livello nazionale, offrendo prospettive sul fronte delle garanzie occupazionali e rispetto allo sviluppo futuro della banca”.
“Una soluzione che appare maggiormente funzionale al territorio, dentro una logica di operazioni societarie per cui è indispensabile sia garantita una visione industriale solida, di prospettiva, che ponga al centro le lavoratrici e i lavoratori, la tutela dell’occupazione, il sostegno a famiglie e imprese e la tutela del risparmio”.
La preoccupazione della Cgil
Nelle settimane scorse, prima ancora dell’annuncio della doppia operazione lanciata dal cda di Rocca Salimbeni, anche la CGIL Toscana e la CGIL di Siena erano intervenute per denunciare le manovre in corso sul Monte dei Paschi che “rischiano di avere conseguenze concrete e pesanti sull’occupazione, sull’organizzazione del lavoro, sulla qualità e la prossimità dei servizi e sul tessuto economico e sociale nel rapporto tra la banca e i territori». Così si erano espressi il segretario generale della Cgil Toscana, Rossano Rossi, e la segretaria generale della Cgil di Siena, Alice D’Ercole.
«Nella sola Toscana, Banca Mps garantisce oltre 4.400 posti di lavoro diretti, ai quali si aggiunge un indotto in cui lavorano migliaia di dipendenti. Dietro ogni sportello, ogni ufficio e ogni servizio ci sono persone che hanno contribuito a fare di Mps un patrimonio non solo economico, ma anche sociale, civile e identitario della regione». La Cgil si era anche detta pronta alla mobilitazione.







