FIRENZE – L’estate eccezionalmente calda del 2026 ha messo alla prova le scorte di sangue e plasma in tutta Italia, con carenze segnalate dal Centro nazionale sangue (Cns) in diverse regioni.
La Toscana, nonostante la pressione, ha garantito le trasfusioni a tutti i pazienti senza ricorrere ad aiuti esterni, grazie a un sistema organizzato e alla continuità delle donazioni.
Carenze nazionali, tenuta regionale
In giugno e luglio la raccolta nazionale di sangue è calata rispettivamente dello 0,5% e dell’1,1% rispetto al 2025, con circa 2.100 sacche in meno, secondo i dati Cns finora disponibili. Le situazioni più critiche si sono registrate nel Lazio, in Campania e in Sicilia, aggravate dalla mancanza di eccedenze in altre regioni da destinare alla compensazione interregionale.
In Toscana, il caldo ha frenato alcune donazioni, ma non ha generato emergenze tali da bloccare l’attività ospedaliera: a Lucca, ad esempio, non sono state sospese operazioni, mentre è cresciuta l’attenzione sull’uso appropriato della risorsa.
Produzione in crescita, trasfusioni in calo
Nei primi sette mesi del 2026 la Toscana ha raccolto 98.571 unità di globuli rossi, superando di 3.770 unità (+4%) la programmazione attesa per lo stesso periodo e segnando un +2,8% rispetto ai primi sette mesi del 2025. Nello stesso arco temporale, a livello nazionale la produzione è in calo dell’1,2%.
Il dato più rilevante, però, riguarda l’utilizzo: nello stesso periodo la regione ha registrato una diminuzione del 10% dei globuli rossi trasfusi, non per riduzione dell’attività clinica, ma grazie a una gestione più appropriata e organizzata delle trasfusioni.
“Buona pratica” che rafforza il sistema
“Si tratta di una buona pratica che significa migliorare la qualità delle cure, portare benefici ai pazienti e rendere il sistema più solido e resiliente”, ha commentato l’assessora regionale alla sanità, Monia Monni, sottolineando come questa attenzione abbia permesso di affrontare l’estate con scorte sufficienti, compensando la fisiologica riduzione stagionale delle donazioni.
Grazie a programmazione ospedaliera, costruzione mirata delle liste operatorie, gestione delle scorte e compensazione tra aziende sanitarie, la Toscana ha soddisfatto il fabbisogno dei propri pazienti senza dover chiedere sangue ad altre regioni, molte delle quali in difficoltà.
Appello di settembre: servono nuovi donatori
Nonostante la tenuta del sistema, l’inizio di settembre segna una fase di criticità: le associazioni di volontariato, come Avis Toscana, lanciano un appello perché i donatori abituali tornino a prenotare, chi ha già donato riprenda il percorso e chi non ha mai donato valuti seriamente di iniziare. “Per questo settembre deve essere il mese della ripartenza”, ha affermato la presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze.
“Servono nuovi donatori”, ribadiscono il presidente della Regione, Eugenio Giani, e l’assessora Monni, anche per ragioni anagrafiche: il sistema funziona al meglio se non viene meno il ricambio generazionale. Educare i giovani al valore del dono, spiegano, significa avvicinarli a un’idea di responsabilità verso sé stessi e verso gli altri. [testo fornito]
Plasma: raccolta strategica, lieve rallentamento
Accanto al sangue, resta strategica la donazione di plasma, indispensabile per garantire la disponibilità di medicinali plasmaderivati, fondamentali per molti pazienti e, in alcuni casi, salvavita. La raccolta toscana di plasma ha risentito, seppur lievemente, della necessità di concentrare le risorse sulla donazione di sangue, a fronte di una programmazione annuale di 68.000 chilogrammi. [testo fornito]
Chi può donare e come farlo
La donazione di sangue è aperta a tutti i cittadini, italiani e stranieri, dai 18 ai 70 anni, in buona salute, con corretti stili di vita e peso adeguato. Alcune patologie, terapie in corso, viaggi recenti o interventi possono comportare l’esclusione permanente o la sospensione temporanea. Si può donare ogni tre mesi, con un massimo di due volte l’anno per le donne in età fertile.
Per donare basta recarsi in un Servizio trasfusionale ospedaliero o rivolgersi a una delle associazioni di volontariato (Avis, Croce Rossa, Fratres, Fidas). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della Regione: www.regione.toscana.it/-/centro-regionale-sangue.
Gruppi sanguigni e compatibilità
Esistono quattro gruppi sanguigni principali – A, B, AB e 0 – che si combinano con la presenza o meno dell’antigene Rh, dando luogo alle varianti positive e negative. Il gruppo 0 Rh negativo è considerato “universale” per la donazione (può essere trasfuso, salvo eccezioni, a qualsiasi ricevente), ma chi lo possiede può ricevere solo da donatori 0 negativo. Il gruppo AB Rh positivo, invece, può ricevere da tutti i gruppi.







