FIRENZE – La Toscana chiude il primo semestre 2026 con un export in forte crescita: +23,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, per un valore complessivo che sfiora i 43,7 miliardi di euro (+8,4 miliardi).
Solo la Basilicata (+29,5%) fa meglio tra le regioni italiane, mentre la media nazionale si ferma al +4,5%.
I numeri del semestre
Valore export primo semestre 2026: 43,7 miliardi di euro; Variazione su primo semestre 2025: +23,8% (+8,4 miliardi); Media nazionale: +4,5%
Posizione tra le regioni: seconda dopo la Basilicata
Nel secondo trimestre (aprile–giugno) la crescita rallenta rispetto al primo, ma il bilancio dei sei mesi resta ampiamente positivo, come certificato dai dati Istat diffusi l’11 settembre.
Lingotti d’oro: il motore dell’export
Il comparto che trascina i numeri toscani è quello dei lingotti in oro da investimento prodotti ad Arezzo. Nel primo semestre 2026 le esportazioni di lingotti crescono del 180%, sostenute anche dall’impennata delle quotazioni dell’oro.
Nel primo semestre 2026 i flussi del comparto “metalli preziosi” (dove i lingotti sono dominanti) arrivano a 11,1 miliardi di euro (+214,6% su base annua), con oltre 5 miliardi realizzati nel solo secondo trimestre.
Questo boom spiega in larga parte il record verso la Svizzera, principale mercato di sbocco: +434% a livello regionale, con 7,83 miliardi di euro assorbiti dalle raffinerie e dalle banche elvetiche.
Farmaceutica: boom decennale, ora crescita più moderata
Dopo un decennio di crescita eccezionale – con export farmaceutico che nel 2025 ha superato i 22 miliardi di euro – il settore rallenta ma resta in forte espansione: +11,6% nel primo semestre 2026.
Il polo farmaceutico toscano (in particolare le province di Siena e Firenze) conferma il ruolo strategico: nel solo secondo trimestre il valore delle esportazioni farmaceutiche e chimico-medicinali ha raggiunto 5,31 miliardi di euro, in crescita del 25,6% rispetto al primo trimestre 2025.
Meccanica e mezzi di trasporto in ripresa
Buoni segnali arrivano dalla meccanica: Macchinari e apparecchi: +16%; Mezzi di trasporto: +3,9%. Il contributo dei mezzi di trasporto (esclusi gli autoveicoli) prodotti in Veneto e Marche, insieme ai prodotti farmaceutici e chimici di Toscana e Lombardia, ha spiegato 1,2 punti percentuali della crescita dell’export nazionale nel semestre.
Moda: tessile si ferma, pelletteria recupera
Nel settore moda: Tessile: la discesa si arresta, -0,7% nel primo semestre; Pelletteria: lieve recupero, +1,2%; La gioielleria, invece, registra un calo marcato: -45,7%, con export sceso da 2,88 a 1,56 miliardi nel semestre, in un contesto in cui l’oreficeria aretina soffre dopo il boom di semilavorati legato a una precedente normativa fiscale favorevole.
Settori in difficoltà: vino, mobili, carta
Alcuni comparti tradizionali mostrano segni di debolezza: Bevande (vino): -7,5%; Mobili: -5,8%; Carta (concentrata a Lucca): -10,5%. Per il vino, la Toscana (con Chianti, Brunello, Bolgheri e altre denominazioni) chiude il semestre con export a 543,6 milioni di euro, in calo del 7,4% rispetto al 2025.
Marmo e cave: segnale positivo
Riprende vigore anche l’estrazione di minerali da cava, con il marmo in crescita del 7,3%, a conferma della tenuta di un settore storico per la regione.
Mercati esteri: boom Svizzera e Cina, crollo Turchia
Sul fronte dei mercati di destinazione: Svizzera: +434% (lingotti verso banche e raffinerie); Cina: +136%, Stati Uniti: +13,7%, Turchia: -61,6%
La forte contrazione verso la Turchia è legata all’oreficeria aretina: dopo un periodo di vendite eccezionali di semilavorati, favorito da una normativa fiscale poi modificata, ora il flusso si sta riducendo in modo marcato.







