FIRENZE – Il presidente Francesco Macrì, intervenuto ai “Colloqui dell’Economia” della Camera di commercio di Firenze, ha annunciato che Leonardo – dopo 20.000 assunzioni negli ultimi tre anni – prevede di assumere ulteriori 17.000 persone nel prossimo triennio.
Occupazione e indotto in regione
Secondo Macrì, in Toscana Leonardo conta quattro stabilimenti – Pisa, Abbadia San Salvatore, Campi Bisenzio e Montevarchi – e collabora con 240 imprese locali, alle quali il gruppo destina circa 240 milioni di euro l’anno di fatturato. L’indotto, ha sottolineato, potrebbe crescere di pari passo con Leonardo, purché si creino le condizioni adeguate in termini di certificazioni, investimenti e competenze cyber, dato che “chi vuole approcciare Leonardo deve mettersi in ordine d’idea di diventare qualcosa di molto serio”. Fonti camerali ricordano che in Toscana il gruppo impiega circa 2.000 addetti diretti e genera, tramite l’indotto, ulteriori 6.500 occupati, con ordini rilasciati alle aziende fornitrici per 260 milioni nel 2025.
Tecnologie fiorentine nello spazio
Macrì ha citato il ruolo degli stabilimenti toscani in settori strategici come fotonica, optronica ed elettronica, ricordando che “tra poche ore” l’Agenzia spaziale europea farà decollare missioni come Copernicus e Flex, che porteranno “tra le stelle tecnologia fatta a Firenze” per monitorare clima, mari e vegetazione.
Data center ex Gkn: smentita
Il presidente di Leonardo ha smentito l’ipotesi, avanzata dal Collettivo di Fabbrica, di un progetto di data center nell’area ex Gkn di Campi Bisenzio.
Distretto aerospazio e difesa: “Serve la Regione”
Macrì ha rilanciato l’idea di un distretto regionale dell’aerospazio e della difesa, già discussa a luglio in Confindustria Toscana Centro e Costa, invitando la Regione a “formalizzare questo distretto” come hub capace di animare dinamiche industriali, intercettare finanziamenti e progettare una politica industriale pubblica. Nel frattempo, ha proposto di “identificare quello che esiste in Toscana, agganciare ulteriori aziende e farle crescere”, puntando anche sul sistema europeo delle comunità della difesa.
Moda e riconversione: “Non tutto è convertibile”
Sulla possibile riconversione alla filiera della difesa di aziende del sistema moda, Macrì ha aperto a opportunità in ambiti legati agli accessori e alla lavorazione dei metalli, ma ha avvertito che “non è pensabile che questo settore possa assorbire ogni crisi”: la moda, ha detto, “va assolutamente sostenuta e alimentata”.
Intelligenza artificiale: “Dominare la tecnologia, non solo regolamentarla”
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, Macrì ha criticato un approccio europeo che mette al primo posto le regole anziché ricerca, sviluppo e investimenti: “Per governare un fenomeno e impedire anche un uso negativo dobbiamo dominare quella tecnologia”. Ha quindi chiesto ai regolatori di coniugare attenzione normativa con “poderosi investimenti”, per evitare di “subire il dominio tecnologico a Est e a Ovest” in un quadro geopolitico “estremamente deteriorato”.
Estra: “Non sono attaccato alla poltrona”
Interrogato sul doppio ruolo di presidente di Leonardo e di Estra, Macrì ha dichiarato di non essere “attaccato alla poltrona” e di essere disponibile a una “successione adeguata” quando si presenteranno le condizioni, auspicando tempi rapidi per il rinnovo del Cda della utility, che conta un milione di clienti e opera in mercato.







