Cimbri è intervenuto sull'opas Mps
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SIENA – Siena e la Toscana si rivolgono all’Europa per chiedere una valutazione approfondita dell’operazione che vede Intesa Sanpaolo interessata a Mps.

In una lettera inviata alla Direzione generale della concorrenza della Commissione europea, il presidente della Regione Eugenio Giani, la presidente della Provincia Agnese Carletti e il sindaco di Siena Nicoletta Fabio sollecitano l’autorità comunitaria a vigilare sui possibili effetti dell’operazione.

La premessa

«La nostra non è una richiesta di interferire nelle dinamiche di mercato – spiegano le istituzioni locali – ma di verificare fino in fondo gli effetti che potrebbero prodursi sulla concorrenza, sulla pluralità dell’offerta bancaria e assicurativa e, soprattutto, sulla capacità del sistema creditizio di continuare a sostenere adeguatamente famiglie e imprese».

La missiva potrebbe rappresentare anche un invito a valutare l’eventuale applicazione del Golden Power, lo strumento di tutela degli asset strategici oggi sottoposto all’egida della Banca centrale europea e più volte evocato a livello locale come possibile garanzia a difesa dell’integrità del Monte.

I dieci punti

Per le tre istituzioni, la questione resta centrale nonostante l’operazione prospettata da Intesa Sanpaolo preveda la spartizione degli sportelli con Unipol, così da evitare possibili ostacoli sul fronte Antitrust. Nella lettera sono indicati altri dieci aspetti da approfondire in sede europea: dagli eventuali profili rilevanti per il funzionamento del mercato interno e per la disciplina delle concentrazioni agli effetti sui mercati bancari nella loro dimensione territoriale.

Particolare attenzione viene chiesta anche per l’accesso al credito da parte di piccole e medie imprese, microimprese e famiglie. Tra gli elementi da considerare figurano i tempi di valutazione e accettazione delle richieste di finanziamento, oltre al grado di autonomia decisionale delle strutture territoriali.

«Una rete bancaria non è soltanto un insieme di punti fisici – sottolineano Giani, Carletti e Fabio – ma una piattaforma industriale e distributiva fatta di persone, competenze, processi e strumenti commerciali al servizio di famiglie e imprese, come testimoniano ogni giorno molti imprenditori».

I timori

Il timore espresso dagli amministratori è che un ridimensionamento significativo della rete Mps possa incidere sulla concorrenza più di quanto emerga dalla sola misurazione delle sovrapposizioni tra gli istituti. «La rete Mps è un asset importante dell’economia nazionale – aggiungono – e una sua riduzione potrebbe diminuire la capacità del mercato di offrire prodotti e servizi a famiglie e imprese».

«Non intendiamo anticipare valutazioni che spettano alle autorità competenti – conclude la lettera – ma chiediamo che nessun elemento venga trascurato».

Nel frattempo, Intesa Sanpaolo procede con l’Opas su Siena. Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina ha ottenuto il via libera per oltre il 75% delle 46 richieste presentate alle autorità estere.

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