SIENA – ‘Santa Caterina da Siena. Estasi e ardore’ illumina il Santa Maria della Scala, Siena e il territorio da oggi al 30 marzo.
Il progetto espositivo internazionale dedicato alla fortuna figurativa della patrona d’Italia e d’Europa tra la stagione successiva al Concilio di Trento e il pieno Seicento, fino al pontificato di Alessandro VII, esalta il modo in cui l’immagine della santa senese si è trasformata in età moderna, assumendo una forza nuova devozionale, teologica, artistica, civile.
La mostra
La mostra, medaglia del Presidente della Repubblica, presentata all’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte del Ministero della Cultura, unisce oltre sessanta opere, dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri a stampa, con un percorso in sei sezioni. Al centro la formazione di una nuova immagine di Caterina, in cui assumono rilievo temi come l’estasi, le stimmate, la Passione di Cristo, il rapporto con l’Eucaristia, la dimensione visionaria della sua esperienza mistica.
La mostra, organizzata da Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala, promossa con gli enti senesi Comune, Musei Nazionali, Università, Arcidiocesi, Archivio di Stato, Opera della Metropolitana, va oltre la sequenza di opere con un processo culturale e figurativo di lunga durata.
Gli interventi
«Il valore del progetto riguarda la qualità scientifica, la forza simbolica della santa, la trasformazione della nostra Civitas in luogo di esperienza culturale piena, non ridotta alla visita museale», ha detto il sindaco di Siena Nicoletta Fabio. «Caterina – per il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo metropolita di Siena e vescovo di Montepulciano – è proposta non come reliquia, ma presenza che interpella il modo di guardare, comprendere, interpretare la storia».
«Per secoli gli artisti hanno cercato di raffigurare ciò che la santa aveva visto a occhi chiusi. La mostra segue il cammino di quell’invisibile verso l’immagine e il rigore della ricerca da cui nasce, le dona la profondità di una lunga veglia», ha osservato Cristiano Leone, presidente Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala.
«Il periodo scelto è decisivo: si forma una nuova evidenza della santa, più mistica e figurativa. Siena, con i luoghi e il patrimonio, permette di leggere questa trasformazione», ha spiegato Alessandro Angelini Università di Siena curatore con Gabriele Fattorini Università di Firenze, Michele Maccherini, Università dell’Aquila.
«Caterina ha dimostrato che l’esperienza spirituale può farsi motore di rinnovamento per le istituzioni e riferimento morale per un continente – secondo Federico Mollicone, presidente commissione cultura Camera dei Deputati- . Valorizzare il suo patrimonio concettuale ed umano garantisce che la memoria di una delle personalità più alte della nostra storia continui a parlare, con immutata energia, alla sensibilità contemporanea».
Il percorso
Tra i nuclei, emerge quello dedicato alle stimmate, tema cruciale nella ricezione moderna di Caterina. Un ruolo centrale nel percorso è affidato al maestro Francesco Vanni, decisivo nella definizione dell’iconografia cateriniana tra tardo Cinquecento e primo Seicento.
Attorno a lui si dispiega una costellazione di artisti, tra cui Ventura Salimbeni, Alessandro Casolani, Francesco Rustici, Rutilio Manetti e Raffaello Vanni: documentano l’evoluzione dell’immagine della santa con linguaggi diversi, dal tardo manierismo alle soglie del barocco. Il percorso esalta la storia di una devozione, il consolidarsi di una rappresentazione che incide nell’immaginario religioso e civico.
L’elemento mistico
Altro elemento qualificante è l’attenzione al rapporto tra Caterina da Siena e la mistica femminile dell’età moderna, all’apertura alle grandi trasformazioni del linguaggio barocco, in dialogo con la cultura artistica senese e romana del Seicento. L’itinerario arriva fino al tempo di Alessandro VII Chigi, mostrando come l’immagine della santa si confronti con i nuovi codici della magnificenza artistica e della teatralità sacra.
L’evento si estenderà alla città con un percorso diffuso nei luoghi cateriniani, invitando a proseguire la visita oltre gli spazi espositivi.







