FIRENZE – La procura antimafia di Firenze sta indagando da alcuni mesi sulla morte di David Rossi.
Per la prima volta, dopo tredici anni di indagini e due archiviazioni come suicidio, gli inquirenti hanno formulato l’ipotesi dell’omicidio. A muoversi sarebbero state anche la procura antimafia di Brescia e Bologna.
La Procura di Siena ha trasmesso gli atti a Firenze, competente per i reati collegati alla criminalità organizzata in Toscana. La decisione segue l’esposto presentato dalla moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e dalla figlia, Carolina Orlandi, che da anni chiedono di indagare per omicidio.
Il movente economico
Gli investigatori stanno esaminando anche un possibile movente economico. Il Monte dei Paschi gestiva un budget annuale di circa 50 milioni di euro per le sponsorizzazioni e, poco prima della morte di Rossi, aveva tagliato una decina di milioni.
I pm cercano di ricostruire chi abbia beneficiato di quelle risorse e se vi fosse un interesse di persone legate alla ’ndrangheta. Alcuni testimoni, ascoltati tra Firenze e Brescia, avrebbero fornito indicazioni in questa direzione.
Gli atti della Commissione
Nel fascicolo fiorentino sono confluiti anche gli atti della commissione parlamentare d’inchiesta “bis”. A marzo, in occasione del tredicesimo anniversario della morte, la commissione aveva presentato una relazione intermedia in cui escludeva l’ipotesi del suicidio.
Le accuse e le difese
Dopo le accuse del presidente della commissione, Gianluca Vinci, nei confronti dell’ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, indicato come presunto mandante, e dell’ex calciatore Gabriele Ceccherelli, indicato come presunto organizzatore, l’avvocato Federico Bagattini, difensore di Ceccherelli, ha revocato la disponibilità all’audizione in commissione. «Ma siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria», ha dichiarato Bagattini.







