SIENA – In viale Mazzini è iniziata l’assemblea che è chiamata a scrivere il futuro di Mps.
Nel caso il piano proposto dalla banca – le Ops distinte su Banco Bpm e Banca Generali – non ottenesse i due terzi dei voti favorevoli, la strada per l’Opas di Intesa Sanpaolo sarebbe spianata. Fuori dall’auditorium, nel frattempo, è in corso un sitin promosso dai sindacati. Presenti anche il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, e il presidente della Provincia, Agnese Carletti. Non c’è invece il presidente della Fondazione Riccardo Coppini, al centro di tutta una serie di polemiche negli ultimi giorni.

ordine del giorno prevede che prima vengano esaminati i cinque punti della parte ordinaria, a partire dalla nomina dei consiglieri Gianluca Brancadoro e Alessandro Caltagirone, e successivamente i cinque punti della parte straordinaria.
La fusione con Mediobanca, l’offerta di scambio con Banco Bpm e quella con Banca Generali rappresentano i punti uno, tre e quattro della parte straordinaria, mentre il dividendo da 4 miliardi di euro è l’ultimo punto della parte ordinaria.
Il gruppo Caltagirone ha depositato il 12,66% del capitale di Mps in occasione dell’assemblea del Monte, a fronte della quota del 13,49% che deteneva in occasione dello stacco dell’ultimo dividendo – ha reso noto il presidente di Mps, Cesare Bisoni, dando lettura delle partecipazioni superiori al 3%.
Confermata al 17,53% la quota di Delfin, al 4,86% quella del Tesoro e al 3,74% quella di Banco Bpm. Blackrock detiene il 4,66% del capitale, mentre Barclays dispone di una posizione aggregata del 3,77%, ha detto Bisoni.







