PIANCASTAGNAIO – La piazza davanti al comune gremita, la comunità intera riunita a Piancastagnaio per difendere il diritto all’occupazione messo in discussione dalla decisione dell’azienda di abbandonare l’ex sito produttivo Cesar, ex Logimer, Acqua&Sapone.
Presenti Regione, Unione di Comuni e i Comuni del territorio, la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti, le organizzazioni sindacali. Tutti riuniti per la vertenza che Valerio Fabiani, consigliere per le crisi aziendali di Eugenio Giani, ha voluto discutere con un tavolo proprio qui, a Piancastagnaio, in difesa dei 56 posti di lavoro il cui futuro dipende dalla delocalizzazione del centro di logistica Casa del Corto, deciso e confermato da Cesar nel corso dell’incontro di oggi.
Un nuovo tavolo previsto a fine maggio
“Il confronto prosegue – spiega Fabiani – il tema ora è capire come l’azienda favorisce il processo di reindustrializzazione, e cioè il passaggio di mano a un soggetto che assicuri continuità economico produttiva e occupazionale a quel sito. Su questo punto – continua il consigliere del presidente Giani – si è discusso a lungo e in preparazione del prossimo tavolo, fissato il 26 maggio, abbiamo ritenuto di convocare un incontro ristretto tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali proprio sulla reindustrializzazione, anche per discutere su come ciascuna delle parti al tavolo può aiutare e favorire questo percorso e degli strumenti pubblici a supporto”.

“La piazza di Piancastagnaio ha dato una risposta straordinaria di dignità e compattezza. Come Provincia di Siena siamo al fianco di questi 55 lavoratori e lavoratrici e delle loro famiglie. Non possiamo accettare che un’azienda decida di abbandonare un territorio senza farsi carico delle conseguenze sociali ed economiche che ne derivano” aggiunge la Presidente della Provincia di Siena Agnese Carletti.
“Le istituzioni sono pronte a fare la propria parte con ogni strumento pubblico a disposizione, ma la volontà di non desertificare questo territorio deve partire in primis da chi oggi detiene la responsabilità di quei posti di lavoro” conclude Carletti.

La proposta della Regione, con cui si è con conclusa la riunione del tavolo, è che di qui al 26 maggio “non vi siano atti unilaterali da parte dell’azienda e che vi sia anche un riconoscimento della dignità degli occupati portando lavoro sul sito e consentendo alle persone di lavorare in queste settimane”.







