FIRENZE – La stagione estiva sui lidi toscani parte con una tempesta giudiziaria.
Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dell’Agcm e annullato la delibera del Comune di Grosseto che prorogava le concessioni balneari. Il giudice ha imposto un bando pubblico per allinearsi alla direttiva europea Bolkestein, dichiarando illegittime le proroghe automatiche perché in contrasto con il diritto Ue. “Le norme interne violano i principi di imparzialità, trasparenza e pubblicità”, si legge nella sentenza, che riguarda 59 stabilimenti maremmani.
Lo stesso ricorso dell’Antitrust pende su altri Comuni costieri chiave, come Viareggio, Camaiore, Forte dei Marmi e Pietrasanta. Tra il 10 e il 15 maggio sono attese sentenze che potrebbero sconvolgere i piani per accogliere milioni di turisti. Il governo ha fissato al 30 settembre 2027 l’ultima proroga per gli attuali gestori, dopo di che scatteranno i bandi pubblici. I Comuni lavorano da mesi per preparare le gare – 125 stabilimenti a Viareggio, un centinaio a Forte dei Marmi o Camaiore – ma la decisione su Grosseto getta tutto nel caos.
Dal Comune maremmano filtra ottimismo bellicoso: “Ci consulteremo con gli avvocati e valuteremo il ricorso al Consiglio di Stato – annuncia l’assessore al demanio Bruno Ceccherini – Vogliamo mantenere lo status quo fino al 2027, per indire le gare con una giurisprudenza più chiara e evitare ricorsi inevitabili”.
Sindaci sul piede di guerra: “Non si tocca l’estate 2026”
I primi cittadini toscani alzano le barricate. “La stagione attuale non si tocca: significherebbe mandare in tilt un’economia che vive al 70-80% di turismo – tuona Marcello Pierucci, sindaco di Camaiore – Lavoriamo per le gare, ma manca uno Stato che dia indicazioni chiare. Regna l’anarchia e ogni Comune interpreta a modo suo. Siamo al fianco dei gestori”. Da Forte dei Marmi, Bruno Murzi incalza: “Abbiamo seguito la legge nazionale, ma c’è confusione totale. Fare i bandi prima del 2027 è impensabile, con tensioni enormi sul turismo. Si cambiano i gestori e poi?”.
Le amministrazioni corrono ai ripari con avvocati, commercialisti e capitanerie di porto, delineando piani per gli arenili. Non si esclude, come in Liguria (dove a Genova il Tar ha imposto bandi entro maggio-giugno 2026 per la stagione 2026), che i verdetti toscani fissino scadenze stringenti.
Un’isola felice è Castiglione della Pescaia: i suoi 60 stabilimenti sono salvi fino al 2033. “Abbiamo seguito la Bolkestein con una gara concorrenziale nel 2023 e vinto due gradi contro l’Agcm – spiega la sindaca Elena Nappi – Le concessioni restano invariate”.







