Rettore dell'Università per Stranieri di Siena
Tempo lettura: 2 minuti

SIENA – Tomaso Montanari, rettore dell’Università per Stranieri di Siena, per ora non ha rilasciato dichiarazioni sul provvedimento disciplinare avviato nei confronti di 16 docenti su 22 del corso di laurea online in Lingua, letteratura, arti italiane in prospettiva internazionale.

Otto professori hanno deciso di rivolgersi al Tar, contestando al rettore un presunto “uso distorto del potere di indagini”.

Secondo quanto riporta La Stampa, l’iniziativa di Montanari ha portato allo scioglimento del Collegio di disciplina e alla disattivazione del progetto didattico. Il rettore avrebbe contestato il corso telematico, concluso lo scorso febbraio con una delibera del consiglio di amministrazione, definendolo “un gravissimo errore”. In una lettera, Montanari avrebbe rivolto le sue critiche sia a chi aveva sostenuto l’iniziativa sia a chi, negli anni, ne avrebbe impedito la chiusura.

La vicenda non si limita al provvedimento disciplinare. Il vertice dell’ateneo ha disposto un controllo dei registri, contestando ai docenti di aver caricato negli anni le stesse videolezioni. Anche la Corte dei conti è intervenuta sulla questione: secondo l’ente, alcuni insegnanti avrebbero percepito compensi in maniera indebita.

Montanari avrebbe inoltre chiesto la censura per 14 professori e proposto la sospensione del direttore del Dipartimento di studi umanistici e del coordinatore del corso.

Gli otto docenti che hanno presentato ricorso al Tar contestano la mancata richiesta del parere del Collegio di disciplina. Sostengono inoltre che il rettore abbia agito “da un precostituito giudizio negativo”. Infine, ricordano che le videolezioni rappresentavano solo una parte del corso, che comprendeva anche webinar.

L’Università per Stranieri di Siena è intervenuta con una nota. “Negli scorsi mesi sono emerse prove di una gestione gravemente scorretta, e in alcuni profili illegittima e illegale, dell’unico corso impartito a distanza, che è stato disattivato”, si legge nel documento. “In accordo con le varie istituzioni esterne preposte – prosegue la nota –, il rettore ha quindi immediatamente avviato le procedure previste, a tutela dell’ateneo – che è parte lesa –, nel pieno rispetto delle norme e delle garanzie di tutte e tutti, ma senza sottostare ad alcuna logica corporativa interna”.

L’ateneo, che si dichiara “danneggiato in via diretta”, ha precisato che gli approfondimenti sono ancora in corso. Una volta conclusi, “renderà pubblicamente conto dell’accaduto”.

Segui le nostre news sul canale WhatsApp
CLICCA QUI

Per continuare a rimanere sempre aggiornato
Iscriviti al nostro canale e invita i tuoi amici