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SIENA –  “Monte dei Paschi è Siena e un patrimonio per tutto il Paese”. È lo striscione e il messaggio al centro della mobilitazione che ha visto un centinaio di persone riunite al presidio promosso da Cgil, Cisl e Uil davanti alla sede dell’assemblea degli azionisti di Banca Mps.

Un’iniziativa rivolta alle istituzioni e all’intera comunità senese, svolta in concomitanza con la riunione dei soci chiamata a decidere il futuro dell’istituto di Rocca Salimbeni.

L’impatto occupazionale e l’allarme sul Pil

«Di fronte a uno smembramento e a inevitabili sovrapposizioni si rischiano i posti di lavoro», avverte Alice D’Ercole, segretaria generale della Cgil di Siena, ricordando i numeri della presenza del Monte sul territorio: 2.200 dipendenti diretti e oltre mille lavoratori dell’indotto. Le preoccupazioni del sindacato si concentrano sui possibili tagli tra le ditte esterne, sulla mobilità forzata del personale e sulla contrazione delle opportunità occupazionali future. D’Ercole ha inoltre richiamato le stime della Camera di Commercio, che ipotizzano un contrazione fino a dieci punti di Pil per l’economia locale.

Il nodo dei lavoratori e il ruolo nazionale

Per Riccardo Pucci, segretario generale della Cisl di Siena, il percorso di risanamento portato avanti negli ultimi anni deve essere riconosciuto in primis alle lavoratrici e ai lavoratori, oltre che alla città e alle istituzioni. «Il nostro impegno come organizzazione sindacale è quello a tutela del lavoro», ha dichiarato Pucci, esprimendo la preoccupazione che quella dell’assemblea possa trasformarsi in una giornata storica in senso negativo: «È un patrimonio italiano, bisogna che in qualche modo questo valore venga tutelato».

Il legame con la comunità e i correntisti

A sottolineare il valore sociale dell’istituto è stato anche Massimo Martini, coordinatore provinciale della Uil di Siena: «Siena è legata alla banca, la banca è legata a Siena ma è legata alla comunità». Un rapporto bilaterale fondato anche sulla fiducia dimostrata dai risparmiatori nei momenti più complessi della storia recente del Monte. «Non ci scordiamo mai dei correntisti di questa banca», ha rimarcato Martini, chiedendo la salvaguardia di dipendenti, clienti e presidio territoriale. «Tutti insieme dobbiamo cercare di salvaguardare la nostra banca, la banca di Siena, e fare in modo che si trovi la miglior soluzione possibile».

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