PRATO – Nuovo colpo allo sfruttamento della manodopera nel distretto tessile pratese.
È stato arrestato il titolare occulto di un’azienda cinese in via Galcianese, accusato di caporalato e sfruttamento di lavoratori clandestini per produrre abbigliamento commercializzato dalla società Piazza Italia, con sede a Nola.
L’operazione rappresenta uno sviluppo delle indagini del Gruppo antisfruttamento dell’Asl Toscana Centro.
All’inizio di febbraio, queste indagini avevano portato, per la prima volta in Toscana, a un provvedimento di amministrazione giudiziaria nei confronti di Piazza Italia. Emesso per lo sfruttamento attraverso due aziende cinesi operanti nello stesso capannone di via Galcianese 52/12.
Il 53enne cinese, considerato dalla Procura il vero gestore occulto delle due società, è finito agli arresti domiciliari. Per il figlio di 29 anni, la moglie di 51 e la nuora di 30 anni è stato disposto il divieto di dimora nella provincia di Prato e il divieto di esercitare attività imprenditoriali per 12 mesi.
Secondo gli inquirenti, una decina di persone, in gran parte cinesi e africani, lavorava per 13-16 ore al giorno con stipendi inferiori alla soglia contrattuale.
Nelle vicinanze operava un dormitorio in condizioni igieniche precarie. Per oltre tre anni, Piazza Italia avrebbe affidato commesse alle aziende di via Galcianese.
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