Ormai ex sindaco di Prato
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PRATO – La Procura di Firenze ha notificato l’avviso di conclusione indagini su un presunto sistema di corruzione che avrebbe favorito l’ascesa politica dell’ex sindaca di Prato Ilaria Bugetti (Pd).

https://www.agenziaimpress.it/si-e-dimessa-la-sindaca-di-prato-ilaria-bugetti-e-indagata-per-corruzione/

Al centro del fascicolo, un rapporto di “osmosi” tra la ex prima cittadina e l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, suo grande elettore: lei interessata alla carriera politica, lui a un canale privilegiato con l’amministrazione comunale, per sé e per la sua rete di contatti.

L’indagine, coordinata dai pm Lorenzo Gestri, Antonino Nastasi e Lorenzo Boscagli, coinvolge anche due nuovi indagati: Alessio Bitozzi, presidente del Consorzio Progetto Acqua, accusato di “attività di intermediazione” tra Matteini Bresci (ai domiciliari) e il Comune per la concessione dell’area ex Memorino.

L’obiettivo, secondo gli inquirenti, era stoccare lì i rifiuti della fognatura industriale, eludendo le prescrizioni di Arpat sui depuratori. Sotto accusa pure Enrico Claudio Cini, amministratore della Broker Techno (parte della galassia Matteini Bresci), dove Bugetti lavorò part-time dal 2016 al 2024. Durante il Covid, da consigliera regionale, l’ex sindaca avrebbe incassato 345 euro di cassa integrazione Inps per due mesi: ipotesi di truffa.

L’origine del patto e la rete di consensi

L’inchiesta è esplosa a giugno 2025 con la richiesta di arresti domiciliari per Bugetti, respinta dal giudice ma ora al vaglio finale. Il legame tra i due risale ai tempi in cui lei era sindaca di Cantagallo, sede del Gruppo Colle di Matteini Bresci, imprenditore già al centro di altre indagini che hanno scosso Prato.

Per rastrellare voti alle regionali, avrebbero ampliato la rete: appoggio dalla massoneria (intercettazioni parlano di 4 mila voti “decisivi”) e dall’imprenditoria del distretto tessile. In una conversazione captata, Matteini Bresci definisce Bugetti “un mio attrezzo”, in tono sprezzante.

Matteini Bresci, nelle scorse settimane, ha visto respinta la richiesta di patteggiamento. L’ex sindaca, eletta grazie a questo sistema secondo la Dda, resta al centro di un caso che continua a tenere banco nella politica pratese.

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