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MARINA DI PIETRASANTA – Sul tema della gestione dei flussi migratori e della sicurezza territoriale, l’esecutivo nazionale rompe gli indugi e si dichiara pronto allo scontro istituzionale pur di realizzare i Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) anche nei territori a guida centro-sinistra.

A riaffermare con fermezza la linea del Governo e di Fratelli d’Italia è stato Giovanni Donzelli, deputato e responsabile nazionale dell’organizzazione del partito, intervenuto come ospite durante i dibattiti al Caffè della Versiliana.

“Faremo i Cpr anche dove le regioni non vogliono, con buona pace anche della Regione Toscana. Li faremo anche in Toscana, sì”, ha dichiarato apertamente il parlamentare dal palco dell’incontro condotto dalla giornalista parlamentare Claudia Fusani.

La ricostruzione della vicenda

La questione della realizzazione dei Cpr sul territorio toscano rappresenta uno dei nodi storici di maggior attrito tra il Governo Meloni e la giunta guidata dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. Il Ministero dell’Interno ha da tempo pianificato una rete nazionale diffusa di Centri di permanenza per il rimpatrio per garantire l’esecuzione delle espulsioni dei cittadini stranieri irregolari destinati al rimpatrio, riducendo le tempistiche e i trasferimenti fuori regione.

La Regione Toscana ha ripetutamente espresso contrarietà istituzionale e politica all’ipotesi di ospitare strutture di trattenimento sul proprio territorio, ribadendo l’inadeguatezza del modello Cpr sotto il profilo del rispetto dei diritti e dell’efficacia gestionale.

Con la presa di posizione della Versiliana, Fratelli d’Italia chiarisce che la presenza delle strutture sul territorio prescinderà dall’intesa politica con l’amministrazione regionale, avvalendosi dell’impostazione e delle competenze nazionali previste dalla normativa sui Decreti Sicurezza.

Per il partito di maggioranza relativa, l’apertura delle strutture in Toscana si configura come priorità per liberare personale delle forze dell’ordine e snellire la catena dei rimpatri, mentre dall’opposizione si preannuncia una battaglia d’aula e politica a tutti i livelli per ostacolare l’insediamento di tali centri.

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