Presentate in Comune, ad Arezzo, le modifiche alla Legge Regionale 28/2005 che disciplina il commercio, in sede fissa  su aree pubbliche, di oggetti di antiquariato, modernariato e vintage e ora anche di oggetti e capi di abbigliamento sartoriali di alta moda d’epoca. L’ultima stesura della legge, portata in consiglio regionale dalle consigliere Lucia De Robertis e Rosanna Pugnalini e appena approvata,  dedica un’attenzione particolare a quelle manifestazioni che, come l’Antiquaria di Arezzo, hanno urgenza di avere strumenti più efficaci per soddisfare insieme le  istanze del territorio e quelle degli espositori.

Nuove specificità Con le modifiche appena introdotte, la Legge Regionale 28/2005 riconosce di fatto la specificità della Fiera Antiquaria rispetto alle altre fiere promozionali toscane e amplia la varietà di merce vendibile ma anche ad una selezione più severa dei professionisti antiquari. Dopo anni di richieste disattese degli antiquari, la città di Arezzo accorda loro una modifica – seppure non ben chiarita – della normativa di assegnazione dei posteggi. Oggi è infatti possibile riservare posteggi ad antiquari e negozianti senza dover acquisire ulteriori licenze, selezionandoli in base ad un criterio di anzianità nella partecipazione alla Fiera di  Arezzo.

Le richieste degli espositori Le richieste di chi fa l’Antiquaria di Arezzo, che siamo andati a raccogliere, però sono ancora molte. «Questa nuova legge è un tentativo di miglioramento positivo, una strada percorribile, ma siamo ben lontani da un vero cambiamento – dice Vincenza Valenti, espositrice antiquaria pluridecennale – Negli ultimi anni la situazione è peggiorata, i servizi sono più scadenti e ci ritroviamo con le stesse difficoltà di sempre». «Mancano i parcheggi per noi che lavoriamo e siamo costretti a fare i salti mortali per scaricare, sistemare il mezzo e nel frattempo stare attenti che non ci rubino la merce- racconta Anna che espone in Via Guido Monaco da trenta anni – Chi ha il furgone che supera i cinque metri di lunghezza, cioè il 70% degli antiquari, non può parcheggiare nei posti con la striscia blu ed è costretto a lasciare il mezzo allo stadio o al parcheggio Baldaccio, lontano dal centro e ancora collegato male». Ma c’è una navetta per collegare gli espositori al col centro storico, o no? «Sì, la navetta c’è ma parte alle otto di mattina, quando noi il banco lo montiamo alle cinque. È un servizio inutilizzabile». «L’illuminazione d’inverno è un vero problema – fa notare Giovanni, presente in Piazza San Francesco da dieci anni –  è tutto buio e dobbiamo organizzarci da soli con qualche difficoltà, mentre in tante altre fiere il servizio è garantito».

image«Ciò che più manca è una vera promozione della manifestazione –  dice Bruno, da quindici anni alla Fiera di Arezzo – e i costi e i permessi da ottenere per noi espositori non sono pochi. Non è un caso che ci siamo dimezzati negli ultimi anni, e che la grande maggioranza di quelli che hanno abbandonato Arezzo si siano spostati in altre fiere e soprattutto al Mercato dell’Antiquariato dell’Usato e del Collezionismo di Pissignano in Umbria che si svolge sempre la prima domenica del mese» Perché proprio Pissignano? «Perché è una grande fiera “trafficata” che conta ormai circa trecentocinquanta espositori e soprattutto perché per lavorare non servono tutti i permessi che necessitano ad Arezzo  e i costi sono molto inferiori. Pissignano ed Arezzo sembrano due mondi paralleli quando invece il mercato e il pubblico sono potenzialmente gli stessi. Questo abisso legislativo e fiscale che separa le due realtà spingerà in futuro sempre più noi antiquari a pensare di lasciare Arezzo per andare in Umbria».

Il Comune di Arezzo, che gestisce la promozione dell’Antiquaria, deve correre ai ripari. Capire e far capire agli espositori se e quanto la nuova normativa gioverà alla vecchia ma sempre affascinante Antiquaria, se i tempi troppo lenti di chi gestisce la mostra hanno qualche probabilità di marciare con il ritmo veloce richiesto dalla manifestazione.

 

 

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