FIRENZE – A due settimane dalla riapertura della scuola, la Flc Cgil di Firenze traccia un quadro critico dell’avvio dell’anno scolastico: quasi 112mila studenti (-2.356 rispetto al 2025/26), 53 classi in meno e un organico Ata strutturalmente sottodimensionato.
Per il sindacato, il calo demografico non è stato sfruttato per ridurre il numero di alunni per classe, ma ha prodotto tagli lineari e un aumento della precarietà.
Meno alunni, meno classi: il nodo dei tagli
Secondo i dati forniti dalla Flc Cgil, il calo degli iscritti interessa soprattutto la scuola primaria (-829 alunni) e la secondaria di primo grado (-859). Su 104 istituti monitorati (68 comprensivi e 36 superiori), la diminuzione complessiva è di 2.356 unità.
Nonostante ciò, il Ministero ha ridotto di 53 il numero delle classi attive: 21 in meno alla primaria e 19 alle medie. La conseguenza diretta è stata la ricollocazione forzata di 55 docenti di ruolo, divenuti soprannumerari nei loro istituti.
«Il calo demografico avrebbe potuto essere l’occasione per alleggerire le classi e migliorare il rapporto tra insegnanti e studenti», ha dichiarato Emanuele Rossi, segretario generale della Flc Cgil Firenze. «Invece si è preferito tagliare: un’ennesima occasione persa».
Organico docenti: stabile l’orario, cala il potenziamento
L’organico necessario a coprire le ore di lezione resta stabile a 10.086 docenti. Scende invece di circa 30 unità l’organico del potenziamento, destinato ad attività aggiuntive quali recupero, alfabetizzazione, inclusione e progetti didattici innovativi.
Sul fronte delle assunzioni a tempo indeterminato, la Flc Cgil stima circa 620 nuovi docenti di ruolo su 750 posti disponibili, un processo condizionato, secondo il sindacato, dalla «cronica inefficienza dei sistemi concorsuali».
Personale Ata: mancano 200 posti “all’appello”
La situazione è più critica per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata). La Flc Cgil segnala una riduzione di 52 collaboratori scolastici (1.948 totali) e di quattro assistenti amministrativi (710 totali), mentre restano invariati gli assistenti tecnici (226).
Secondo il sindacato, servirebbero circa 460 unità aggiuntive per garantire un livello minimo di efficacia a scuola, ma ne sono state assegnate 253. «Mancano all’appello quindi almeno altri 200 posti di lavoro, per assicurare alle scuole un livello minimo di efficacia, in particolare per quanto riguarda la sorveglianza dei più piccoli, l’igienizzazione degli ambienti e la funzionalità degli uffici», sottolinea Rossi.
Per il personale Ata, le assunzioni a ruolo sono da anni limitate alla sostituzione di chi va in pensione: su circa 730 posti non coperti da titolare, sono state autorizzate 263 assunzioni a tempo indeterminato.
Sostegno e “supplentite”: il 60% dei posti in deroga e oltre 3.000 supplenze
Particolarmente delicata la situazione del sostegno: dei 3.656 posti complessivi, 2.200 sono in deroga, portando al 60% la quota coperta da personale precario. «Uno dei più delicati profili lavorativi del settore dell’istruzione è lasciato scientemente e strutturalmente fuori da qualsiasi progetto di stabilità», denuncia la Flc Cgil.
Quanto alle supplenze, sono già oltre 3.000 le individuazioni tra gli insegnanti per incarichi annuali a Firenze e provincia. Il sindacato stima che, a fine nomine, i precari copriranno il 30-33% del corpo docente; per il personale Ata la percentuale si avvicinerà al 25%.
Mobilitazioni in vista: referendum e proteste nei licei
Il malcontento non riguarda solo gli organici. La Flc Cgil segnala tensioni legate alle nuove indicazioni per il primo ciclo, alla riforma degli istituti tecnici e alla “temuta” rivoluzione dei licei. Dopo il lancio della raccolta firme per il referendum abrogativo della norma contro l’educazione sessuo-affettiva, si studiano forme di protesta nelle scuole superiori.
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