archi dell'acquedotto vasarianoDopo le prove di resistenza idrica dello scorso maggio, ora si fa sul serio. Nel 2017 partiranno i lavori di restauro dell’Acquedotto Vasariano di Arezzo. A presentare il progetto questa mattina in Comune ad Arezzo c’erano il sindaco Alessandro Ghinelli e Pier Luigi Rossi, primo rettore della Fraternita dei Laici. È già stato firmato il contratto con l’impresa che svolgerà le opere di riqualificazione e a gennaio verrà posata la prima pietra.

Il sindaco: «Finalmente si parte» «Questo restauro ci restituisce l’impronta formale architettonica della nostra Arezzo e rimarca il legame con la nostra piazza più importante, Piazza Grande, con le Logge Vasari – dichiara Ghinelli -. Questi beni storici sono la benzina del nostro turismo. Questo è un evento importantissimo per la città e per me personalmente è una grande gioia come ingegnere».

rossi_fraternita_arezzoIl rettore della Fraternita Rossi: «Con l’acquedotto riscopriamo le nostre origini di misericordia» «Oggi recuperiamo una pagina importante della nostra storia cittadina, pronti a scriverne una nuova nel segno della Misericordia». Così il primo rettore della Fraternita Pier Luigi Rossi. «Nel 1603 quando l’acquedotto del Vasari portò l’acqua corrente in città e fece zampillare la fontana di Piazza Grande fu festa grande per gli aretini. La fontana è il simbolo dell’attività e dell’anima della Fraternita da oltre 700 anni. Dare l’acqua agli assetati è un’opera di misericordia, che con la fontana di Piazza Grande si compie nella società civile. La sinergia tra la Fraternita e la città ha radici antiche. Per restaurare uno dei nostri beni più preziosi non potevamo che avvalerci di professionisti aretini dare vita ad un nuovo gruppo di consulenza storico-idraulica e archeologica. Stiamo valutando se intraprendere uno scavo archeologico: sotto l’attuale acquedotto ce n’è uno romano. Sono sei i pilastri trovati al momento».

piazza_grande_arezzo100 giorni di lavoro e 350mila euro con mutuo in Nuova Banca Etruria Sono questi i numeri dell’intervento di restauro che riguardano “gli Archi del Vasari”. «La cifra – spiega il rettore Rossi – è l’insieme delle disponibilità della Fraternita unite ad un mutuo acceso presso Nuova Banca Etruria. L’unione delle più antiche istituzioni aretine è il segno di una rinnovata progettualità per la nostra città». I lavori riguarderanno un arco di tempo di cento giorni lavorativi e inizieranno a gennaio 2017. Si inizierà coprendo tutto il cantiere con una speciale copertura a quinta teatrale che riproduce nel dettaglio l’opera in perfetto stato di conservazione. L’intervento riguarderà il consolidamento di tutto l’impianto murario; il recupero della copertura dove possibile con materiali originali; il ripristino di tutta la struttura attraverso la rimozione dell’intonaco a malta bastarda e la sostituzione con un intonaco di natura filologica a calce pozzolana; il recupero delle guardiole a monte e a valle della struttura; il recupero di tutte le funzionalità idrauliche; la rimozione degli alberi che hanno compromesso l’integrità a terra della struttura.

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Acquedotto in mostra: in Fraternita l’esposizione dei manoscritti del Vasari Il progetto di restauro dell’acquedotto vuole essere un’occasione di incontro culturale a 360 gradi. Per questo la Fraternita dei Laici ha previsto di inaugurare a breve un’esposizione per condividere con la città di tutti i manoscritti vasariani con gli studi del maestro per la costruzione dell’opera.

Acquedotto turistico: i sotterranei e il viale dei ciliegi Il progetto di recupero non si ferma all’architettura ma guarda lontano con una precisa spinta turistica. Nella conferenza di questa mattina sono stati lanciati due progetti di riqualificazione dell’antico percorso dell’acquedotto tramite il restauro del percorso e dei camminamenti sotterranei e il ripristino dell’antica passeggiata dei ciliegi in fiore. «Vogliamo che l’acquedotto possa essere vissuto dagli aretini e dai turisti – dichiara il rettore Rossi. C’è tutto un percorso di tunnel sotterranei che lo collegano a Piazza Grande. Stiamo capendo come renderlo fruibile. Vogliamo piantare gli antichi ciliegi che lo rendevano fiorito un tempo e illuminare tutta la zona a dovere così che possa essere una nuova passeggiata romantica e storica nel colle di San Fabiano».

davLa nota dolente: il traffico degli “archi del Vasari” «Per quanto riguarda il lavoro in quota non ci saranno problemi per il traffico cittadino – rassicura l’ingegner Roberto Rossi, responsabile della sicurezza del restauro -. Per alcuni pilastri ci vorrà il lavoro nella parte sottostante e per quelli attraversati dal flusso cittadino stiamo valutando un senso unico alternato con semaforo e segnaletica. Dovrebbe essere solo una settimana, quella più critica per i cittadini. Il traffico sarà rallentato, ma nelle ore di punta la mattina fino alle 9 e dalle 16.30 alle 18 vorremmo garantire un flusso continuo in entrambi i sensi di marcia».

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