Un tampone nasale ‘fai da te’ per la diagnosi di Covid-19. A metterlo a punto il laboratorio di immunologia dell”ospedale pediatrico Meyer di Firenze.

Il kit di autosomministrazione, chiamato ‘Uffa!’, ha superato la prima fase di sperimentazione e verrà somministrato come screening periodico ai 1.500 operatori del nosocomio. Per il dg del Meyer Alberto Zanobini, «gli scenari che l’autosomministrazione del tampone può aprire dal punto di vista dell’impatto sull’organizzazione sanitaria sono imprevedibili. Potrebbe – aggiunge – essere una fondamentale soluzione al problema del sovraffollamento dei centri tamponi, siano essi nelle strutture sanitarie o nei drive-through».

Facile da usare Il tampone, spiega l’ospedale, è di facile somministrazione. «Basta inserire il bastoncino con la punta di cotone prima in una narice – viene spiegato – e poi nell’altra, poi chiuderlo in una provetta che verrà successivamente analizzata». Questa metodologia, precisa ancora il Meyer, «è davvero poco fastidiosa, perché il tampone viene inserito solo nella narice senza andare in profondità. Molti studi hanno dimostrato che se una persona è positiva, il virus è presente nel suo naso». In questa prima fase è stato proposto l’arruolamento nello studio e quindi l’esecuzione dell’auto-tampone agli operatori (sanitari e non) che si sono sottoposti – come di routine al Meyer in questi mesi – al prelievo del sangue per la sorveglianza test anticorpi Sars-Cov-2. Dal 6 ottobre al 9 novembre sono stati effettuati 803 tamponi autosomministrati da operatori Meyer. Nello stesso periodo sono stati effettuati, sia su operatori che su pazienti, 1.016 tamponi rino-faringei ‘classici’ a opera di operatori sanitari. Nessun tampone è risultato non valido, né nel gruppo autosomministrato, né nel gruppo eseguito dagli operatori. Nell’ambito dei tamponi autosomministrati sono stati evidenziati 10 tamponi positivi. Nessuno è risultato falso positivo.

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