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Il piano riservato di Mps. Repubblica: “Ipotesi futuro anche senza fusioni”. Mps: piano non definitivo

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Il piano strategico al 2025 di Banca Mps, approvato il 17 dicembre dal cda, “prevede l’iniezione di mezzi freschi per 2 miliardi nel 2021, anno che dovrebbe chiudere con 562 milioni di rosso, e la rapida focalizzazione regionale della banca per concentrarsi sulle Pmi, il controllo dei costi con 2.670 esuberi (di cui 900 a Siena) e la resilienza patrimoniale” anche senza partner.

Sono le anticipazioni di Repubblica che cita un documento “mai reso noto al mercato”. Il piano secondo il quotidiano “non ipotizza una trasformazione radicale del modello operativo e dell’infrastruttura tecnologica” da ripensare “solo dopo aver avuto chiarezza sulla soluzione aggregativa”. Pertanto, sempre secondo quanto scrive Repubblica il documento “ipotizza un futuro anche senza fusioni”. Secondo il piano “solo dal 2022 la banca tornerà in utile (di 41 milioni), poiché quest’anno si prevede di perdere 562 milioni, per nuovi accantonamenti su crediti e 500 milioni di oneri di ristrutturazione”.

Intanto a Siena è ancora in corso il Consiglio comunale monografico proprio sul destino della banca senese.

La replica di Banca Mps Banca Monte dei Paschi di Siena , con riferimento all’articolo apparso su La Repubblica in data odierna a firma di Andrea Greco, evidenzia come lo stesso contenga una serie di informazioni non circostanziate e decettive. Come già comunicato al mercato in data 17 dicembre, la Banca ribadisce che il piano deliberato dal Consiglio di Amministrazione allo stato non definitivo, in quanto stato approvato sul presupposto di determinati assunti, quale tra gli altri, in primo luogo, il necessario confronto con DG-Comp nonch , nella propria articolazione, stato redatto anche tenendo conto della realizzabilità di un operazione strutturale. In particolare, l’istruttoria di DG-Comp, che richiede l’interlocuzione dello Stato italiano e culminerà in un provvedimento autorizzativo, ha indotto la Banca – in coerenza con le disposizioni regolamentari vigenti che sovrintendono alla diffusione di informazioni al mercato – a fornire un limitato grado di dettaglio in merito ai contenuti di un Piano tutt’ora soggetto a revisione. Parimenti, l’evoluzione dello scenario aggregativo sottende tempi e modalità attualmente non definibili. Per queste ragioni, la Banca ha comunicato al mercato che l’approvazione del piano si inserisce in un percorso tutt’ora non concluso, che presuppone l’approvazione da parte di DG-Comp e la definizione del capital plan da trasmettere a BCE nei termini già noti al mercato. Il necessario dialogo tra i regolatori sovranazionali per gli aspetti di competenza – che potrebbe portare a modifiche anche rilevanti o sostanziali dello stesso – giustifica il fatto che la comunicazione delle informazioni sul piano abbia avuto ad oggetto solo taluni elementi qualificanti, senza entrare oggi in maggior grado di dettaglio.