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La nomina. Padoan verso la presidenza di Unicredit, ammicca a Mps? Intanto Siena torna alle urne

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Siena si prepara a tornare alle urne. E’ la conseguenza per la nomina di Pier Carlo Padoan alla presidenza di Unicredit che non avverrà prima che i soci si riuniscano in assemblea in primavera, ma nella giornata di ieri intanto l’ex ministro dell’economia è stato cooptato dal CdA e svolgerà un ruolo attivo nella definizione della lista dei candidati per il rinnovo del board che l’attuale consiglio d’amministrazione predisporrà in vista dell’assemblea di aprile.

L’elezione a Siena La cooptazione di Padoan (secondo ex ministro dell’economia alla presidenza di Unicredit dopo Fabrizio Saccomanni) ha avviato le procedure per le dimissioni da deputato: Padoan è in carica dal 23 marzo del 2018, eletto nelle file del Pd nel collegio di Siena, dopo aver superato di poco Claudio Borghi, l’uomo della Lega, nel collegio uninominale per la Camera dei Deputati: la sfida finì 36,2% contro 32,3%. Ma questa è una avventura già chiusa e Siena deve prepararsi a tornare a eleggere un suo rappresentante in Parlamento.

«Azienda vincente»…con mire su Mps? Padoan già guarda al suo prossimo incarico e a caldo ha commentato come UniCredit sia «una azienda paneuropea vincente con solide e forti radici italiane» e si dice «entusiasta di lavorare con il consiglio di amministrazione e il management team per capitalizzare questi punti di forza». Il presidente designato ricoprirà un ruolo non esecutivo come è oramai prassi per presidenti dei gruppi bancari. E, quindi, per questo minori sono i possibili conflitti rispetto al suo ruolo di ministro e componente di commissione parlamentare. Non ha un’esperienza diretta nel settore bancario ma da Ministro si è trovato ad affrontare molti nodi sul tema a partire dalle banche venete fino al Monte di Paschi di Siena che, alla notizia del suo nuovo incarico, a Piazza Affari ha guadagnato l’8,06% a 1,30 euro. Un segnale per il futuro anche della banca senese? Chissà che la presidenza Padoan non possa portare all’acquisizione del gruppo senese, nonostante l’a.d  di Unicredit Jean Pierre Mustier abbia più volte smentito.

Forza Italia:«”Abbiamo una banca”.. for ever»  La notizia della futura presidenza di Padoan non ha tardato a infuocare gli animi. «Si rinnovano i fasti bancari della sinistra e del Pd in particolare» hanno tuonato Giuseppe Moles e Maurizio Gasparri, senatori di Fi. «Faranno bene i risparmiatori a diffidare di UniCredit, importante gruppo bancario, che si intreccia in modo sorprendente alla politica. Cosa hanno da dire le vestali del conflitto di interesse sul fatto che Padoan, deputato e alto esponente del Pd, passi direttamente dal partito e dal parlamento, con dimissioni last minute da presa in giro, alla presidenza di Unicredit? ‘Abbiamo una banca’ for ever si potrebbe ironizzare…Nessuno discute il curriculum di Padoan, ma meraviglia il silenzio su un conflitto di interesse grande come una casa».

Borghi (Lega): «L’unica difesa che interessa al Pd è quella dei banchieri» «Il PD, ovvero il partito dei banchieri, colpisce ancora – aggiunge Borghi – . Non bastano evidentemente i 50 miliardi persi dal Monte Paschi e le centinaia di migliaia di risparmiatori azzerati da Banca Etruria e bail in…adesso quello stesso Piercarlo Padoan, che da ministro ha messo in piedi il famigerato decreto salvabanche (e azzerarisparmiatori), viene evidentemente premiato per i suoi servigi e cooptato dal suo scranno di deputato del PD e membro della Commissione Bilancio alla presidenza della Banca Unicredit. Chissà cosa dirà ai senesi che, ancora una volta ingannati dal PD, l’avevano votato perché difendesse Siena in Parlamento. Altro che territorio, l’unica difesa che interessa al PD è quella dei banchieri e dei grandi capitali».