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La protesta. Incatenati in regione per difendere ospedale Volterra. Incontro con Giani e consiglieri

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“Volterra non può più aspettare. Il decreto legge parla chiaro, istituendo nuovi indici per i posti letto di terapia intensiva e rianimazione, ma la delibera regionale va modificata subito. Oggi rappresentiamo ben quattro associazioni e c’è stato anche un manifesto dal territorio, che parla lo stesso linguaggio, chiedendo una terapia intensiva”.

A sottolinearlo Alberto Chiodi, presidente dell’associazione Sos Volterra che da questa mattina si è incatenato, insieme all’ex sindaco di Volterra Marco Buselli, davanti alla sede del Consiglio regionale della Toscana. “Serve una reperibilità pediatrica di notte e va data dignità all’oncologia nel nostro Ospedale – ha aggiunto Chiodi che rimarrà in catene fino a tutta la giornata di domani – Abbiamo già protocollato una lettera a tutto il Consiglio Regionale e al Presidente del Consiglio Regionale ma abbiamo anche parlato con il Presidente Eugenio Giani, con  Irene Galletti e altri Consiglieri Regionali di tutti gli orientamenti politici”. Ad esprimere solidarietà alle associazioni Sos Volterra, Difendiamo l’Ospedale, Mamme Alta di Cecina e Volterra Infanzia è arrivato anche Matteo Bagnoli candidato per Fratelli d’Italia in consiglio regionale. “La battaglia contro il depotenziamento dell’ospedale di Volterra è una battaglia di civiltà e contro la penalizzazione dei territori più marginali e per questo più fragili. Il diritto alla salute è sancito dall’articolo 32 della Costituzione” ha detto.