FIRENZE – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato a maggioranza la legge sulla «preservazione della fertilità per fini sociali», introducendo un contributo pubblico per le donne che scelgono di congelare i propri ovociti.
La misura punta a rendere economicamente accessibile il cosiddetto «social freezing», finora sostenuto principalmente a titolo privato.
Il contributo potrà arrivare fino a 3 mila euro, una cifra vicina al costo complessivo della procedura, e sarà destinato alle donne tra i 25 e i 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno e con un Isee non superiore a 30 mila euro.
Il social freezing consiste nel prelievo e nella crioconservazione degli ovociti quando la donna è ancora in età fertile, con la possibilità di utilizzarli eventualmente in futuro attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita. Non si tratta, quindi, di una prestazione destinata a curare un problema di infertilità.
La procedura è diversa dal cosiddetto «medical freezing», già previsto per le pazienti che devono sottoporsi, per esempio, a terapie oncologiche potenzialmente dannose per la fertilità. L’Istituto superiore di sanità considera la crioconservazione degli ovociti una delle tecniche per preservare la capacità riproduttiva.
Come funzionerà il contributo
Il sostegno sarà erogato dalle aziende sanitarie attraverso appositi avvisi pubblici. Potrà coprire l’intero percorso del social freezing, compresa la terapia farmacologica, un’eventuale ripetizione della procedura e il mantenimento degli ovociti crioconservati, sempre entro il limite massimo di 3 mila euro.
Gli interventi dovranno essere effettuati in strutture autorizzate, pubbliche o private convenzionate con il Servizio sanitario regionale.
Le domande saranno accolte nei limiti delle risorse disponibili. In caso di richieste superiori ai fondi stanziati, la graduatoria privilegerà le donne con l’Isee più basso. A parità di situazione economica, sarà data precedenza alle richiedenti più anziane.
Il fondo regionale ammonta complessivamente a 550 mila euro: 50 mila euro per il 2026 e 250 mila euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
La Toscana dopo Puglia e Lazio
La Toscana segue le iniziative già avviate in via sperimentale da Puglia e Lazio, prevedendo tuttavia uno stanziamento più consistente e un fondo strutturale dedicato. La nuova legge, promossa dal gruppo del Partito democratico, interviene soprattutto sul costo della procedura, che in assenza di indicazioni mediche resta generalmente a carico della persona interessata.
«Il punto fondamentale di questa legge è garantire maggiori opportunità di accesso alla preservazione della fertilità, evitando che le condizioni economiche si trasformino in una barriera», ha dichiarato il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Simone Bezzini. Il primo firmatario, il presidente della commissione Sanità Andrea Vannucci, ha parlato di «equità e libertà di scelta delle donne».
Il provvedimento si inserisce nel quadro del rinvio della maternità e del calo della fertilità femminile con l’avanzare dell’età. Il congelamento degli ovociti può offrire una possibilità in più a chi decide di posticipare la gravidanza, ma non garantisce il successo di una futura gestazione. Tra i fattori determinanti figurano infatti l’età della donna al momento del congelamento, oltre al numero e alla qualità degli ovociti disponibili.







