FIRENZE – Il Rapporto Irpet 2025 su illegalità e criminalità organizzata evidenzia un’economia non osservata da 14,3 miliardi di euro, pari al 10,3% del Pil toscano, tra sommerso e illegale.
L’economia sommersa vale 12,8 miliardi, quella illegale 1,5 miliardi (1,1% del Pil), con 137 mila occupati irregolari (8% dei lavoratori), concentrati in tessile, agricoltura e aree come Prato e Livorno. L’evasione Irpef ammonta a 2,4 miliardi (17%), con ulteriori gap su addizionale regionale (95 milioni), Irap (187 milioni) e Imu (240 milioni).
Allarme vulnerabilità settoriali
La Toscana occupa il 9° posto tra le regioni italiane per rischio infiltrazioni mafiose, con esposizione medio-bassa, ma spicca al 4° per attività illecite come riciclaggio, contraffazione, reati ambientali, rifiuti e narcotraffico. Colpiti soprattutto manifatturiero, turismo, ristorazione, rifiuti, logistica costiera e area Firenze-Prato-Pistoia; la contraffazione moda rappresenta l’11% dei sequestri nazionali. Crescono mafie straniere: cinese a Prato con “guerra di mafia”, albanese in droga, riciclaggio e immobili; le cosche usano reati fiscali e prestanome per mimetizzarsi nell’economia legale.
Interventi di Giani e Diop
Il presidente Eugenio Giani ha invocato collaborazione istituzionale e condivisione informazioni per attivare “anticorpi” legislativi e amministrativi contro le mafie, lodando l’Irpet come strumento essenziale. Ha criticato la mancanza di fondi statali per riconvertire i beni confiscati, gestiti solo dalla Regione per restituirli alla collettività. La vicepresidente Mia Diop ha sottolineato la capacità toscana di contrasto e prevenzione, auspicando studio continuo delle mafie, dibattito pubblico e educazione alla legalità per le nuove generazioni.
Anticorpi istituzionali e produttivi
Nonostante vulnerabilità come imprese “cartiere” (4,4% rischio, sotto media nazionale), il tessuto economico regge, con alta mortalità precoce e bassa innovazione nel manifatturiero (43%). L’indice IQI toscano supera la media nazionale in efficienza amministrativa, regolazione e anticorruzione; il MAQI conferma qualità delle amministrazioni locali, meglio di Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. L’evento in Sala Pegaso ha visto interventi di procuratore Ettore Squillace Greco, colonnello Alfonso Pannone (DIA Firenze) e amministratori locali.







