ROMA – “Delle oltre 5 milioni di tonnellate estratte ogni anno solo il 20% è utilizzato come pietra ornamentale mentre il restante viene destinato ad usi industriali”.

Vernici, tetto in amianto e perfino dentifrici sono realizzati con la polvere di carbonato di calcio, proveniente dalle cave di marmo. A questo proposito, l’associazione ambientalista ha accolto questa questione come propria vertenza nazionale, attivando tutti i propri livelli associativi perché “vengano assunte iniziative di natura istituzionale e di mobilitazione che mettano fine alla devastazione di questo ecosistema unico e ricco di biodiversità. Si denuncia lo sfruttamento predatorio della montagna portato avanti dalle imprese”.

Legambiente fa notare ancora che “a nulla sembrano valere le nuove formulazioni dell’articolo 9 e dell’articolo 41 della Costituzione, visto che oggi gli imprenditori, purtroppo per voce di alcuni amministratori pubblici, stanno chiedendo l’apertura di nuove cave persino all’interno del Parco regionale delle Alpi Apuane”.

Secondo Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana e responsabile nazionale paesaggio dell’associazione, “per noi della Toscana la questione apuana è da sempre una delle vertenze prioritarie dell’associazione, per questo, prendiamo atto con soddisfazione dell’impegno che ha preso l’associazione tutta nel momento più alto della sua discussione politica. Tanto più rilevante e significativo come impegno, in una fase in cui la comunità del Parco Regionale paventa invece la modifica del Piano integrato per permettere l’apertura di nuove cave all’interno del perimetro dell’area protetta”.

 

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