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SIENA – “Chi si ferma è perduto, anche nel sistema bancario”. Ma soprattutto, chi perde la bussola dell’etica e della coesione con il territorio rischia di non avere un futuro.

È questo il messaggio forte e chiaro che Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha lanciato ieri pomeriggio dall’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Siena.

L’occasione è stata l’affollatissimo incontro del ciclo “Dialoghi sul futuro”, aperto dai saluti del Rettore Roberto Di Pietra, dall’intervento della Pro-Rettrice Vicaria Donata Medaglini e introdotto dal giornalista Pino Di Blasio. Una platea gremita di studenti, docenti e autorità cittadine ha accolto il banchiere, fresco della designazione del Concistoro per il Mangia d’oro 2026, il massimo riconoscimento civico della città.

Il fattore fiducia e la forza del brand

Lungi dal tenere una fredda e tecnica lectio magistralis sui bilanci, Lovaglio ha preferito un racconto fatto di aneddoti, storia e visioni strategiche, mettendo al centro la rinascita di MPS.

“La fiducia è stata la salvezza di Mps – ha confessato l’AD –. La comunità si è stretta intorno alla banca e l’ha protetta. Qui a Siena ho scoperto il valore profondo del brand, quando mi è stato ripetuto da più parti: “Tutto quello che ho lo devo al Monte”.

Un legame viscerale, quello tra la Rocca di piazza Salimbeni e la sua città, che Lovaglio ha indicato come il vero motore che ha permesso di traghettare l’istituto fuori dalle secche della crisi, fino a farne oggi una delle banche più solide d’Europa a livello patrimoniale.

Tutte le strade portano a Siena

Il manager ha allargato lo sguardo alle sfide macroeconomiche e al consolidamento del settore, ribadendo la centralità di MPS nello scacchiere finanziario italiano dopo le recenti mosse strategiche. Il messaggio lanciato ai giovani è di non temere il cambiamento, ma di governarlo: la dimensione maggiore serve ad attutire i colpi delle avversità future e a diversificare, ma senza mai perdere la “diligenza del buon padre di famiglia”. L’obiettivo dichiarato resta ambizioso: gettare le basi per un gruppo che in prospettiva possa puntare a un valore da 50 miliardi di euro.

L’appello ai giovani: etica e coraggio

Il momento più alto della lezione è stato però il consiglio umano e professionale rivolto alle studentesse e agli studenti dell’Ateneo senese. Lovaglio ha spronato i presenti a guidare il domani con coraggio e, soprattutto, integrità morale.

“Costruite il futuro restando hombre vertical”, ha concluso l’amministratore delegato, coniando una formula che ha strappato un lungo applauso all’Aula Magna. Un invito a non scendere a compromessi con i propri princìpi etici e a considerare Siena non come una realtà ripiegata su se stessa, ma come un laboratorio unico, un “luogo capace di generare futuro”.

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