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FIRENZE – La Toscana si prepara a dichiarare lo stato di calamità regionale per fare fronte ai gravi danni provocati dall’ondata di maltempo delle scorse ore, mentre pare da escludere l’accesso a risorse nazionali. A fare il punto della situazione è stato il presidente della Regione, Eugenio Giani.

“Stiamo accumulando tutti i dati con la massima apertura – ha spiegato il governatore – e probabilmente chiederemo lo stato di calamità regionale. Direi invece di escludere lo stato di calamità nazionale, perché anche dalle interlocuzioni avute non ci sono stati danni tali da motivare un provvedimento di questo genere”.

A complicare la stima e la gestione dei danni è la natura stessa del fenomeno meteorologico, profondamente mutata a causa dei cambiamenti climatici in atto. “Rispetto al passato – ha sottolineato Giani – la difficoltà è che cambia la natura stessa della calamità. La nostra normativa e l’impostazione dei soccorsi si basavano storicamente su eventi omogenei su territori definiti, come un’alluvione o una concentrazione di maltempo in Lunigiana, in Versilia o nella Piana Fiorentina, che portavano a dichiarare l’emergenza su un’area precisa e circoscritta”.

In questa occasione, invece, il quadro appare frammentato e incostante. “Nel raggio di pochi chilometri si sono registrati danni ingenti, come a Pietrasanta con moltissimi alberi estirpati, mentre a Viareggio e Camaiore non è successo niente di rilievo”. Per questo motivo la risposta delle istituzioni si adatterà alla conformazione dei danni: “Se dichiareremo, come penso, lo stato di emergenza, per la prima volta sarà a macchia di leopardo. Inseriremo nel provvedimento Pietrasanta, alcuni Comuni della Lunigiana, Vinci, Larciano e altri Comuni della Valdinievole”, ha concluso il presidente.

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